Conformismo: così fan tutti (come pecore)

L’origine del conformismo risiede molto spesso nella radice animale dell’essere umano che attinge le sue paure dalla solitudine fuori dal branco.

Il conformismo e il suo oscuro potere ha un’influenza spropositata su tutti noi… è l’effetto gregge che ci coinvolge sistematicamente, un meccanismo di cui spesso e volentieri diventiamo protagonisti.

Dai, non tiriamola tanto per le lunghe e ammettiamo che noi esseri umani siamo dei conformisti naturali! Ci copiamo nel vestire, nei modi di parlare, negli atteggiamenti e nel modo di pensare, spesso facendolo in modo automatico. Il conformismo nel modo di pensare lo applichiamo senza pensarci (scusate il gioco di parole!).

Ma esattamente fino a che punto il conformismo in cui ci facciamo coinvolgere “manipola le nostre menti”? Possibile che siamo disposti a negare l’evidenza pur di essere conformi alle altre persone, al gruppo?

Date un’occhiata alla figura qui sotto. Confrontate la linea di sinistra con le tre linee di destra: A, B e C. Quale di queste tre linee ha la stessa lunghezza della figura 1?

conformismo 2

E ‘ovviamente A. Eppure in un classico esperimento di psicologia condotto nel 1950, il 76% delle persone aveva negato i propri sensi, almeno una volta, scegliendo B o C. A quale tipo di pressione psicologica le persone erano state sottoposte per arrivare al punto di negare l’evidenza?

La cosa affascinante di questo esperimento è che il suo creatore, il famoso psicologo Solomon Asch, si propose di dimostrare come il conformismo stravolge il concetto di verità!

Un precedente esperimento di Muzafer Sherif (nel suo famoso esperimento di Robbers Cave ) aveva scoperto che quando le persone si trovavano a formulare un giudizio su un test ambiguo, usavano i giudizi di altre persone come punto di riferimento.

Questo potrebbe avere un senso logico: se non sono sicuro di qualcosa, io controllo con qualcun altro. Ciò può capitare quando non ne sono sicuro.

Quando invece mi trovo di fronte a informazioni inequivocabili? Quando la risposta è chiara, senza ombra di dubbio? In teoria le risposte delle altre persone non dovrebbero avere alcun effetto su di me  o almeno questo è quello che pensava Asch.

L’esperimento sul conformismo

Per provare la sua teoria, Solomon Asch portò degli studenti universitari di sesso maschile, uno alla volta, in una stanza con altre otto persone spacciate come altri partecipanti ma complici dello psicologo ( Asch, 1951 ).

Lo psicologo presentò loro delle schede con tre linee di diversa lunghezza in ordine decrescente; su un’altra scheda aveva disegnato un’altra linea, di lunghezza uguale alla prima linea della prima scheda (come la figura sopra).

Chiedeva a quel punto ai soggetti, iniziando dai complici, quale fosse la linea corrispondente nelle due schede. Dopo un paio di ripetizioni “normali”, alla terza serie di domande i complici iniziavano a rispondere in maniera concorde e palesemente errata;

il vero soggetto su cui s’incentrava l’esperimento, che doveva rispondere per ultimo o penultimo, in molti casi iniziava regolarmente a rispondere anche lui in maniera scorretta, conformemente alla risposta sbagliata data dalla maggioranza di persone che aveva risposto prima di lui.

Pur sapendo soggettivamente quale fosse la “vera” risposta giusta, il soggetto sperimentale decideva, consapevolmente e pur sulla base di un dato oggettivo, di assumere la posizione esplicita della maggioranza (solo una piccola percentuale si sottraeva alla pressione del gruppo, dichiarando ciò che vedeva realmente e non ciò che sentiva di “dover” dire).

E fu così che il conformismo diede risultati sorprendenti

I risultati furono affascinanti, per nulla corrispondenti a ciò che Asch si aspettava:

  • 50% delle persone ha dato la stessa risposta sbagliata degli altri, in più di metà delle sperimentazioni.
  • Solo il 25% dei partecipanti ha rifiutato di lasciarsi influenzare dai falsi giudizi della maggioranza in tutti i 12 studi.
  • Il 5% delle persone si è sempre conformato al parere errato della maggioranza (voi conoscete qualcuno che si comporta così?).
  • Sommando tutte le prove il tasso medio di conformità (così è chiamato il conformismo in psicologia), è stato del 33%.

Incuriosito dal perché i partecipanti si adeguarono alle false affermazioni della maggioranza, Asch l’intervistò dopo l’esperimento.

Ecco le risposte che diedero, ma che darebbero anche molti di noi, per giustificare un tale comportamento:

  • Tutti provarono ansia, ebbero senso di timore per la disapprovazione da parte degli altri e si convinsero di rispondere sbagliato.
  • La maggior parte di loro spiegò di aver visto le linee in modo diverso dal gruppo, ma poi pensò di essere nel torto rispetto al gruppo.
  • Alcuni dissero che avevano assecondato il gruppo per evitare di rimanerne fuori, nonostante sapessero che il gruppo stesse sbagliando.
  • Un piccolo numero di persone addirittura sostenne che durante la prova vedeva davvero le linee nello stesso modo in cui le vedevano gli altri!

Altre scoperte sul conformismo

I risultati di questo studio sono ancora così sorprendenti che hanno ispirato molti psicologi  ad indagare ulteriormente. Ecco alcune delle loro scoperte:

  • Asch scoprì inoltre che se il partecipante dava la risposta segnandola su un foglio anziché a voce, la conformità veniva ridotta al 12,5%.
  • Deutsch e Gerard (1955) trovarono che i tassi di conformità erano del 23% anche in condizioni di elevato anonimato ed elevata certezza sulla risposta.
  • Coloro che sono “prede” del conformismo, tipicamente hanno alti livelli di ansia, un bisogno elevato di approvazione con personalità spesso autoritarie.

Non voglio addentrarmi oggi sui lati positivi o negativi del conformismo…ci mancherebbe! Probabilmente non mi ci ficcherò mai nel labirinto di questi ragionamenti, qualcuno potrebbe dirmi che l’anti-conformismo e il conformismo sono due facce della stessa medaglia così mi stoppo subito e non ci pensiamo più!

Il conformismo de L’attimo fuggente

Guardate il bel passaggio sul conformismo e la camminata dal film de L’attimo fuggente, scena divertente e significativa per raccontare con semplicità come sentirsi unici e cercare di non farsi incasellare:

Date anche un’occhiata al video dell’esperimento di Ash qui sotto, auguro a voi e a me la ricerca continua dell’indipendenza di pensiero e di sorridere con queste citazioni:

Quando tutti pensano nella stessa maniera, allora nessuno pensa veramente. (Walter Lippmann)

Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi. (Luigi Einaudi)

E’ difficile riconoscere chi segue la corrente spontaneamente. (Stanislaw Lec)

Quando ti rendi conto che sei dalla parte della maggioranza, sappi che è ora di cambiare. (Mark Twain)

Tutte le volte che altri sono d’accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto. (Oscar Wilde)

Niente produce un effetto simile a quello di un buon luogo comune: ci rende tutti uguali. (Oscar Wilde)

Molta gente misura il valore delle cose solo attraverso il successo che esse riscuotono. 

Chi considera gli uomini come un gregge e fugge da loro il più velocemente possibile, ne sarà certamente raggiunto e preso a cornate. (Friedrich Nietzsche)

Si rovina un ragazzino nel modo più sicuro, se gli si insegna a considerare il “pensare allo stesso modo” più alto del “pensare in un altro modo”. (Friedrich Nietzsche)

Chi vuol essere un Uomo deve essere un nonconformista. (Ralph Waldo Emerson)

Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. (Bertrand Russell)

fonte: http://www.psicosocial.it/conformismo-cosi-fan-tutti/

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