Halloween: il lato piacevole della paura

halloween

La ricorrenza di Halloween corrisponde alla Vigilia della Festa di Ognissanti: lo stesso nome deriva dalla contrazione del termine inglese “All Hallows’ Eve”, che appunto significa “vigilia di tutti i santi”.

Le origini di Halloween, però, sono antecedenti al Cristianesimo. Secondo le tradizioni pagane infatti, nella notte del 31 ottobre i morti tornavano a fare visita ai vivi. Per spaventare gli spiriti e tenerli lontani, ci si vestiva con pelli di animali uccisi e maschere mostruose oppure si lasciava cibo sulla porta di casa, in modo da evitare, placandoli, le loro malefatte.

Alcuni di questi riti, riveduti e corretti, possono ancora essere riconosciuti nell’attuale festa di Halloween, durante la quale i bambini, mascherati da fantasmi, bussano alla porta dei vicini di casa, recitando la famosa rima: “dolcetto o scherzetto?”

Ma Halloween non è solo una festa per bambini: in questa occasione anche gli adulti amano travestirsi da spiriti maligni, morti viventi, fantasmi o vampiri, creando atmosfere lugubri, piene di finte bare, sangue, scheletri e ragnatele.

Ma cosa può esserci di divertente in questa macabra rappresentazione? Come mai durante la notte di Halloween molti si sottopongono a maratone di film horror, circondati da candele, immersi in un’inquietante penombra?

In breve, dunque, perché molte persone amano spaventarsi?

Per tentare di spiegare questo fenomeno è necessario prendere in considerazione diversi livelli tra loro strettamente interconnessi, da quello biologico a quello culturale.

La paura, come altre emozioni di base, scatena una serie di reazioni psicofisiche intense, difficili da ignorare.

Quando ad esempio ci troviamo a vivere una situazione rischiosa, tutte le nostre percezioni vengono immediatamente esaltate per migliorare la capacità di reazione (attacco o fuga) di fronte al potenziale pericolo: questa eccitazione può tradursi in un piacere euforizzante, grazie al rilascio nel nostro cervello di sostanze che generano, in varia misura, un senso di benessere.

Fin da piccoli, quindi, veniamo attratti e cerchiamo di suscitare forti emozioni, che danno colore alla nostra vita. Ovviamente, crescendo affiniamo la capacità di fare valutazioni e di decidere se la modalità, attraverso la quale intendiamo procurarci quel piacevole brivido, sia più o meno compatibile con la nostra incolumità fisica e mentale.

Alcuni individui, alla continua ricerca di stimoli nuovi e coinvolgenti, in verità, pur di provare emozioni intense, mettono a repentaglio la propria vita, rimanendo spesso vittime dei loro comportamenti disadattivi.

Tuttavia, la maggior parte delle persone solitamente sperimenta come piacevole un rischio che sia in qualche modo calcolato. Infatti, affinché la tensione provocata dalla paura sia valutata in modo positivo, tanto da poter godere di un’esperienza normalmente considerata sgradevole, è necessario avere consapevolezza di non essere realmente in pericolo.

Grazie alla possibilità di ricorrere allo scherzo, sapendo che non potrà accadere nulla di male, è possibile avvicinarsi e perfino intrattenersi con il timore dell’ignoto, riuscendo a dominarlo.

Paradossalmente, dunque, spaventarsi per gioco ad Halloween può depotenziare paure ataviche, presenti in ognuno di noi, come la paura della morte.

La consuetudine di travestirsi da streghe, diavoli, fantasmi ed animali feroci può inoltre servire ad esprimere in una forma divertente e innocua, quelle parti di noi, come l’aggressività e la voglia di trasgredire, che in genere tendiamo a reprimere, perché troppo ardite o socialmente sconvenienti, e che dietro la maschera riescono finalmente ad emergere.

fonte: http://www.psicozoo.it/2011/10/29/halloween-il-lato-piacevole-della-paura/

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