La solitudine curativa: perché chiudere una relazione sbagliata

solitudine

Perché chiudere una relazione, anche sbagliata, risulta sempre così difficile? Abbiamo paura della solitudine anche se in realtà è uno dei momenti più utili durante i quali curare le ferite emotive. Ecco perché la solitudine curativa può aiutarci.

Chiudere una relazione non è mai facile. Per quanto non ci soddisfi pienamente il rapporto con il partner lasciarlo è sempre abbastanza complicato o comunque difficile da affrontare. Indipendentemente dalle motivazioni che ci spingono a concludere una storia (tradimento, mancanze affettive, problemi sessuali etc.) chiudere questo capitolo diventa pesante come spostare un macigno enorme. Ma perché tutto ciò? La risposta è quasi sempre legata alla paura della solitudine.

Solitudine curativa: perché non aver paura a stare soli

Siamo abituati a considerare la solitudine con un’accezione negativa. Inconsciamente pensiamo:
“Sono solo, nessuno mi vuole”
“Che tristezza stare soli”
Nulla di più sbagliato!

Fattori culturali 

La paura della solitudine è un qualcosa che, almeno in parte, deriva da fattori culturali. Fin da piccoli infatti siamo abituati ad ascoltare storie che vi fanno associare “lo stare in compagnia” sia sempre qualcosa di buono, di positivo (circondati da amici, o ancor meglio con una persona al proprio fianco).

Gli eremiti non sono mai figure considerate “simpatiche”, magari sagge, ma non ci usciremo certo cena o comunque difficilmente potremmo averci a che fare. Anche il personaggio di Mowgli, protagonista del famoso “il libro della giungla”, non sopravvive da solo, ma entra a far parte del “sistema sociale” degli animali della giungle che vengono in qualche modo “umanizzati”.

La solitudine: un momento per accettare se stessi

L’uomo ha paura di stare solo. Eppure è proprio nei momenti di solitudine che l’uomo è spinto ad affrontare se stesso. Ed è proprio di questo confronto che abbiamo paura. Ma se è vero che per formare la propria personalità il confronto con gli altri è importantissimo è altrettanto vero che il nostro conscio ha bisogno di momenti di solitudine per evolversi, per migliorare, per imparare ad accettarsi.

Concludere una relazione sbagliata e ritrovare l’equilibrio nella solitudine

Se non ci concediamo delle fasi, dei momenti, da soli con noi stessi, difficilmente impareremo ad accettarci, a convivere serenamente con ciò che siamo (e quindi con gli altri). Decidere di star soli, concludere una relazione sbagliata, significa ritagliarsi dei tempi durante i quali imparare a star bene con se stessi. Stare bene con se stessi vuol dire riuscire convivere gioiosamente anche col mondo esterno. L’essere umano è alla ricerca di un continuo equilibrio tra ciò che c’è dentro con ciò che è fuori. Per vivere serenamente è opportuno trovare tale equilibrio e agire in maniera opportuna per mantenerlo.

Relazione sbagliata: perché scegliere la solitudine

Già il fatto che la definiamo “sbagliata” è un chiaro segno che qualcosa non va. Inconsciamente abbiamo già risposto al nostro quesito: la relazione in questione non è sana, non ci fa star bene, quindi è opportuno scegliere di star soli.
Fidanzarsi, sposarsi, avere accanto a se una persona, significa cercare di migliorarsi, di stare bene.

“L’altra metà della mela”

Già Platone ne il “Simposio” ci parlava della ricerca continua dell’uomo “dell’altra metà della mela” per completarsi.
Se l’unione ci fa soffrire, se ci costringe in un ruolo che non è il nostro, allora è meglio rompere subito la relazione, è meglio scegliere la solitudine.
La rottura di una relazione è sempre dolorosa. Tuttavia chiudere un rapporto per quanto doloroso diventa obbligatorio nel momento in cui non stiamo più bene con quella persona, quando non riusciamo più ad esprimere noi stessi.

Dopo la rottura: evitare di buttarsi in un’altra relazione

Spesso chi è abituato a vivere in coppia tende, anche dopo la rottura, a voler continuare quel determinato stile di vita, costruendo immediatamente una nuova relazione. Nulla di più sbagliato. Concediamoci del tempo, impariamo ad apprezzare le gioie della solitudine, a vivere indirizzati esclusivamente da noi stessi, dalle nostre decisioni; vedrete che verranno fuori aspetti della personalità che non conoscevate!

Dolore post rottura: il tempo e la solitudine come antidoti alle ferite emotive

Spesso si sente dire “il tempo cura tutte le ferite”, nulla di più vero.
Un periodo da single ci aiuterà. La solitudine infatti aiuta ad ascoltare l’inconscio, a capire ciò che vogliamo realmente. Per comprendere cosa vogliamo dobbiamo prima capire chi siamo: stare da soli facilita questo processo di comprensione delle nostre verità più nascoste.
Imparare a “farsi compagnia” standosene da soli è un utile esercizio. Ascoltare se stessi, dare sfogo alle proprie emozioni, ai propri sentimenti: gioie, malinconie, voglie, paure. Diamo sfogo a ciò che siamo, concediamoci del tempo per capirlo, nessuno ci corre dietro. Solo allora potremmo imparare ad essere sereni, in primis con noi stessi e poi chissà, in dolce compagnia!

fonte: http://www.giacinto.org/solitudine-curativa-perche-chiudere-relazione-sbagliata/

 

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