Perché vado a correre ma non dimagrisco? I paradossi dell’autocontrollo

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Autocontrollarsi in una situazione può ridurre la capacità di esercitare l’autocontrollo in occasioni successive

Spesso si sente qualche amico dire che, sebbene abbia iniziato faticosamente a fare sport, non ne vede i benefici sulla linea. È frequente che, dopo aver smesso di fumare, alcune persone ingrassino o inizino a comportarsi in maniera più aggressiva. Riflettendo sulle esperienze quotidiane, non è difficile ricordare un episodio in cui poco dopo aver giudiziosamente esercitato autocontrollo – resistendo a un dolce, forzandosi a studiare, risparmiando dei soldi – si sia caduti in qualche banale tentazione che ha vanificato tutti gli sforzi. Perché questa esperienza è così comune nella vita quotidiana delle persone e a cosa è dovuta? In psicologia questo fenomeno è stato studiato con il nome di “ego depletion”, una sorta di indebolimento delle capacità di autocontrollarsi dovuto proprio all’utilizzo, anche limitato, dell’autocontrollo. In altre parole, se una persona usa il proprio autocontrollo in un certo momento, sarà meno capace di controllarsi in un secondo momento.
I primi studi sul tema ipotizzavano che l’autocontrollo funzionasse esattamente come un muscolo che consuma preziose risorse metaboliche. Questa visione ha però lasciato il passo a una spiegazione legata alle motivazioni e non più a una non meglio specificata risorsa fisiologica. In particolare, si pensa che dopo l’esercizio dell’autocontrollo accadano due cose: le persone sono più attratte e ricercano maggiormente ciò che può costituire una piacevole ricompensa (ad esempio, soldi, sesso, cibo gustoso, divertimento); sono fortemente motivate a ridurre i loro sforzi e a conservare le energie mentali per eventuali esigenze future. Come conseguenza, saranno meno concentrate e perseveranti. In altre parole, sembra che in cambio dello sforzo profuso per autocontrollarsi si voglia qualcosa che assomigli a un premio e, allo stesso tempo, si voglia evitare di intraprendere altre attività impegnative. La combinazione di queste due motivazioni rende la persona molto più soggetta a cedere a qualsiasi tipo di tentazione le si parerà davanti.
Ecco allora spiegato perché chi inizia a fare esercizio per dimagrire potrebbe fallire nel suo intento. Scegliere di correre invece di oziare sul divano richiede sicuramente molto autocontrollo. Alla fine di una corsa di 40 minuti, il bisogno di ricompensa  attivato dall’utilizzo dell’autocontrollo farà cadere più facilmente in tentazione. Sarà quindi più facile concedersi una fetta di pane e nutella o una porzione più generosa di pasta. I benefici calorici della corsa (per quel giorno) saranno quindi irrimediabilmente persi.

fonte: https://cognitivismo.com/2016/07/01/perche-vado-a-correre-ma-non-dimagrisco-i-paradossi-dellautocontrollo/

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