Geni e ambiente: quanto apprendiamo e quanto ereditiamo?

Quante volte, riferendoci alla personalità di un nostro amico o conoscente, abbiamo detto “ha preso molto da suo padre”? Anche nei confronti di noi stessi spesso ci viene naturale fare questi accostamenti.

Ma “aver preso dai nostri genitori” significa aver ereditato geneticamente dei tratti di personalità oppure averli appresi nel corso della nostra interazione con loro?

È una delle domande più comuni, da quando è stato scoperto il DNA e il ruolo dell’ereditarietà nell’espressione di molte caratteristiche fisiche e psicologiche. Il dibattito natura vs ambiente è uno degli aspetti affascinanti dello studio dell’essere umano, e coinvolge biologia, psicologia, sociologia e antropologia.

Per rispondere dal punto di vista scientifico a questa domanda, lo strumento ad oggi più importante è quello degli studi sui gemelli monozigoti. Essi, infatti, condividono il 100% del patrimonio genetico, a differenza dei gemelli eterozigoti che condividono solo il 50% dei geni, esattamente come tra fratelli.

Gli studi sui gemelli permettono di stimare il peso dell’ereditarietà di caratteristiche fisiche, della personalità e delle patologie. Quanto più, infatti, una caratteristica è dipendente dai geni ereditati, tanto più sarà alta la probabilità che entrambi i gemelli mostreranno quella caratteristica. Al contrario, una caratteristica poco dovuta a fattori genetici sarà osservata con meno probabilità in entrambi i gemelli.

Negli scorsi 50 anni sono state condotte numerose ricerche di questo tipo, che complessivamente hanno coinvolto 14.5 milioni di coppie di gemelli.

Un recente studio pubblicato su Nature Genetics ha preso in considerazione tutti questi risultati accumulati nel tempo, confrontando tra loro i dati e cercando di arrivare a una stima complessiva del peso dell’ereditarietà relativamente a 17804 caratteristiche, inclusa la depressione e il consumo di tabacco. Si tratta del più ampio studio sulla variazione delle caratteristiche individuali ad oggi condotto.

I risultati hanno dimostrato chiaramente che, in media, le varie caratteristiche erano dovute per il 49% ai geni e per il 51% all’ambiente. Geni e ambiente influiscono quindi allo stesso modo nell’espressione delle nostre caratteristiche: una sostanziale parità.

Considerando singolarmente le varie caratteristiche emergevano tuttavia della variazioni. Per quanto riguarda il disturbo bipolare e la schizofrenia, ad esempio, lo studio ha stimato un’ereditarietà più alta (70%), con un 30% dovuto a fattori ambientali. Al contrario, i valori sociali erano per il 70% modellati dall’ambiente e per il 30% dovuti all’ereditarietà genetica.

Come spiega il dott. Beben Benyamin, uno degli autori dello studio,

i risultati suggeriscono che è scorretto pensare all’essere umano secondo un’ottica natura vs ambiente, mentre è più opportuno ragionare in termini di natura e ambiente

Lo studio ha anche rilevato che nel 69% dei casi la concordanza tra i gemelli era dovuta unicamente all’effetto cumulativo delle differenze genetiche, piuttosto che a una vera e propria ereditarietà.

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