Ansia: di padre in figlio?

Sappiamo tutti cosa ci succede quando siamo presi dall’ansia: le sensazioni somatiche si amplificano, l’angoscia emotiva non è da meno e i pensieri diventano incontrollabili spine nel fianco.

Ma mentre questi vissuti ci colpiscono, cosa succede ai nostri figli? Come evitare di trasmettere loro la nostra ansia?

Ce lo spiega una ricerca ((i risultati di questo studio appariranno nel numero di Giugno della rivista Journal of Consulting and Clinical Psychology)) condotta negli Stati Uniti, presso il Johns Hopkins Children’s Center e studiata per prevenire i disturbi d’ansia nei figli di genitori ansiosi.

Lo studio ha verificato che 8 sedute di psicoterapia familiare (anche se sono poche, s’intende, ma si tratta di un esperimento) possono minimizzare il danno psicologico nei bambini che sono a contatto con adulti ansiosi.

La ricerca
Il campione dello studio era composto da 40 bambini tra i 7 e i 12 anni, a cui non era stata diagnosticata ansia, ma che avevano uno o entrambi i genitori con tale diagnosi. A metà dei bambini e delle loro famiglie veniva data la possibilità di svolgere una terapia cognitivo-comportamentale per 8 sessioni di un’ora ciascuna una volta a settimana, mentre l’altra metà veniva messa in lista d’attesa e non faceva terapia durante il periodo dello studio (gli veniva offerta un anno dopo, per il rispetto dei parametri etici della ricerca).

La terapia insegnava ai genitori a evidenziare e modificare i comportamenti che potevano contribuire a creare ansia nei loro figli, quali ad esempio l’iperprotezione, l’eccessiva tendenza alla critica e l’inadeguata espressione di paura ed ansia davanti ai bambini. Ai figli invece, il programma insegnava ad incrementare le loro capacità di affrontare e risolvere le difficoltà, evitando situazioni e pensieri eccessivamente ansiogeni.

In un anno, il 30% dei bambini che non avevano ricevuto la terapia svilupparono un disturbo d’ansia, mentre questo non capitò a nessuno di quelli che avevano partecipato alle sedute familiari. Inoltre, nelle famiglie che avevano svolto la terapia, i ricercatori rilevarono una diminuzione del 40% dei sintomi ansiosi, sia nei genitori che nei bambini; questo non si è verificato nelle altre famiglie.

Lo studio sta proseguendo con un’ampliamento del target che prevede la partecipazione di 100 famiglie.

Prestiamoci attenzione
Golda Ginsburg, ricercatore leader dello studio, Psicologo infantile e Professore associato di Psichiatria presso la Johns Hopkins School of Medicine, suggerisce come questa ricerca fornisca un ottimo spunto di riflessione sia ai clinici che alle famiglie. “Quando gli psichiatri o i medici di base diagnosticano disturbi d’ansia nei loro pazienti, sarebbe opportuno che si ponessero il problema dei loro figli e, se necessario, che dedicassero qualche sessione di terapia anche ai bambini, invitandoli in seduta.” – sotiene il Professor Ginsburg – “Attualmente, la maggior parte degli specialisti non considerano questo aspetto, lasciando che del problema si occupi il paziente.”

Secondo le statistiche, i bambini con genitori a cui è stato diagnosticato un disturbo d’ansia, sono 7 volte più propensi a svilupparlo a loro volta rispetto agli altri bambini: più del 65% dei bambini che vivono con un genitore ansioso manifestano sintomi dello stesso tipo. Questo non fa che incrementare il senso di colpa e l’angoscia dei genitori, che aggiungono alla sofferenza derivante dal disturbo, la paura di aver danneggiato i loro figli.

Per queste ragioni, la prevenzione più che la cura (non ci stancheremo mai di ripeterlo) dell’ansia nei bambini è fondamentale, se considerate che i disturbi d’ansia colpiscono un bambino su 5, anche se spesso non vengono riconosciuti. La mancata diagnosi precoce può condurre col tempo a depressione, tossicodipendenza e scarsi risultati negli studi, tanto da piccoli che da grandi.

Cosa fare per evitare di trasmettere l’ansia ai bambini?

Se siete genitori ansiosi e vi state ponendo il problema dei vostri figli, affrontatelo. Come?

– Fate attenzione a prendervi cura di voi quando vi sentite troppo angosciati prima di andare dai vostri figli: fermatevi 5 minuti da soli, fate attenzione alle vostre sensazioni corporee e interrogatevi su quello che vi succede e su cosa vi fa paura. Dopo che vi siete calmati potrete andare dai vostri figli, non prima;

– Quando siete in presenza dei bambini fate lo sforzo di riconoscere e mantenere l’ansia evitando di parlarne con loro o davanti a loro;

-Evitate che l’ansia che provate verso i vostri bambini si trasformi in rabbia, iperprotettività, continuo giudizio e intromissione nella loro vita;

– Fatevi aiutare da uno specialista a trovare le modalità migliori di gestione dell’ansia sia per voi che per i bambini, magari anche attraverso una terapia familiare.

I vostri figli e la loro vita serena ve ne saranno grati un giorno.

fonte: http://rolandociofi.blogspot.it/2015/01/ansia-di-padre-in-figlio.html
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