Binge-watching: le 5 ragioni per cui è meglio assaporare piuttosto che divorare il proprio programma preferito. Premi pausa e leggici su

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La visione compulsiva di prodotti televisivi, il cosiddetto binge-warching, secondo recenti studi potrebbe essere più dannoso di quanto comunemente si ritenga. Ma esistono esistono dei rimedi di disintossicazione.

La visione compulsiva della tv è salutare?

Ti è mai capitato di trascorrere l’intero fine settimana col naso incollato allo schermo per guardare serie tv come Orange Is the New Black o finendo per restare intrappolato nei meandri narrativi di Breaking Bad? Stando alle statistiche elaborate da uno dei pionieri della streaming tv, Netflix, ben il 61% di coloro che sono soliti guardare la tv in streaming non solo dichiara di dedicare regolarmente gran parte del proprio tempo alla visione compulsiva, ma afferma anche di essere avvezzo alla dipendenza. La stessa ricerca definiva la pratica del binge-watching come “la visione ininterrotta da due a sei episodi di un programma tv in un’unica sessione” e constatava che la maggioranza dei fruitori presenta un sentimento positivo riguardo alla propria “bulimia” nel consumo visivo. Tuttavia, alcuni esperti non paiono così sicuri dei benefici psico fisici del binge-watching. Non ci sono cliffhanger né suspance finale sulla questione; ecco alcuni consigli che faranno riflettere sul perché sia meglio assaporare (piuttosto che divorare) il proprio programma preferito del momento.

1) Il rischio di incorrere in problemi di salute aumenta.

Un recente studio pubblicato da esperti cardiologi sulla rivista americana Journal of the American Heart Association ha dimostrato come negli individui adulti che trascorrono più di tre ore al giorno davanti alla tv raddoppiano il rischio di morte prematura rispetto a coloro che vi dedicano meno tempo. Stare seduti per lungi periodi, inoltre, accresce le possibilità di incorrere in problemi di salute di vario genere inclusi diabete, infarto e cancro. E nemmeno un’attività fisica regolare può sopperire ad essi. Se proprio non si riesce a fare a meno di fruire in maniera compulsiva dei propri programmi tv, almeno rendi le tue sessioni più salutari, ad esempio stando in piedi o alzandoti, facendo stretching e concedendoti delle piccole pause per praticare un po’ di esercizio.

2) Può creare dipendenza.

All’inizio il binge watchiung può sembrare divertente, ma pochi sanno che oltre il velo dell’appagamento si cela il pericolo di rimanerne stregati e cadere sotto l’incantesimo della dipendenza. “Una sorta di ossessione, quella della visione compulsiva, tipica di coloro che, inconsciamente, finiscono con il dedicare molto più tempo ad una attività rispetto a quanto non fosse intenzionalmente previsto”, afferma Fader. “Ad esempio, se si parte con l’idea di guardare tre episodi di una serie e ci si ritrova ad averne divorati ben sei siamo in presenza di un chiaro sintomi di sovrattività semi-inconsapevole, passo precedente rispetto alla dipendenza”. La compulsione visiva, inoltre, manifesta il suo potenziale rischio di indurre dipendenza nell’istante in cui va ad ammorbare altri ambiti dell’esistenza, esterni rispetto a quello della visione domestica, come il rifiuto di attività o responsabilità che passano in secondo piano rispetto alla fruizione dell’ultimo episodio di House of Cards. Fader sostiene fortemente la necessità di concedersi delle pause tra la visione di un episodio e quello successivo e di evitare l’attività collaterale spesso ad essa accoppiata dello sgranocchiare cibo spazzatura che potrebbe portare ad introdurre nell’organismo più cibo del dovuto. Anche condividere le proprie opinioni riguardo ai contenuti tv con altri membri delle comunità di fan del programma si rivela un ottimo stratagemma per rendere meno dannoso l’impatto del binge-watching dal momento in cui consente di trasferire lo sguardo e l’attenzione su un altro device e di attivare le sinapsi mantenendo l’attività cerebrale del pensiero riflessivo e del ragionamento rispetto a quanto si è visto

3) Potrebbe portare ad una chiusura e all’asocialità

Sottoporsi a lunghe sessioni di visione compulsiva risulta essere un’attività tendenzialmente isolante ed anti-sociale, conferma uno studio condotto da Marketcast, colosso mondiale della ricerca audiovisiva che ha scoperto come il 56% dei binger preferisce la visione solitaria ed il 98% opta per l’ambiente domestico. “In qualsiasi attività si decida di investire gran parte del proprio tempo occorre non perdere mai la consapevolezza che si sta sottraendo del tempo ad altre attività importanti all’interno di una sana esistenza, quali la condivisione di una serata con gli amici o il lavoro” asserisce Lyubomirsky. Tuttavia, se si sceglie un partner per fare binge-watching, secondo gli esperti la visione condivisa potrebbe fungere da collante tra gli individui rafforzandone il rapporto in quanto “Offre degli argomenti di conversazione nei quali convergono gli interessi comuni, come i personaggi, le trame e gli sviluppi narrativi” afferma Rutledge. “Rendere partecipi gli altri dei propri pensieri, instaurare un dialogo sugli aspetti salienti di un programma tv può rivelarsi un via per esprimere la propria concezione della vita, dalla quale emerge in controluce la propria prospettiva sul mondo”. Ricorrere ad una serie apprezzata da tutti come argomento di conversazione potrebbe addirittura assolvere al ruolo di coadiuvante delle relazioni sociali.

4) Potresti trovare sempre meno divertente il tuo programma preferito.

“Spesso si attribuiscono le colpe al fenomeno che in psicologia viene definito come adattamento edonistico, un etichetta creativa per poter indicare il processo di normalizzazione rispetto al nuovo, in parole più semplici, la tendenza all’abitudine” sostiene la docente di psicologia presso l’Università di Riverside (in California) Sonja Lyubomirsky. “Quando compri un capo nuovo, sai che, inesorabilmente, un giorno sarà vecchio” continua. “Allo stesso modo un nuovo programma tv può apparire seducente ed interessante all’inizio, ma con l’incrementare del tempo di visione decresce in maniera proporzionale il divertimento da esso derivante. Il binge-watching, inoltre, riduce il piacere dell’anticipazione, dell’attesa. Una pausa tra un episodio e l’altro può rendere più piacevole la visione del programma; anche una breve pubblicità contribuisce all’aumento dell’eccitazione e del piacere di cui può essere fonte un contenuto tv” conclude Lyubomirsky.

D’altro canto sarebbe scorretto omettere che non tutti gli esperti convengono circa responsabilità del binge-watching nella diminuzione del piacere derivante dalla visione. “Guardare una serie per intero e senza interruzioni senza doversi sottomettere alla gestione dall’alto dei contenuti d’interesse conferisce al fruitore un senso di onnipotenza e controllo”. Ne è convinto il dottor Jonathan Fader, psicologo e co-fondatore dell’associazione Union Square Practice con sede a New York. Secondo l’esperto, inoltre, l’irresistibile senso di gratificazione che si prova nel poter apprezzare una storia dall’inizio alla fine provoca un senso di eccitazione ancor più forte specialmente in virtù del fatto che aggira il pericolo di dimenticare, a causa della distanza temporale di fruizione tra un episodio e il successivo, le implicazioni della trama e gli intrecci narrativi che legano le vite dei protagonisti. La pratica del binge-watching può anche essere immersiva e totalizzante aspetto che la rende un valido antistress ed una via di fuga dalle preoccupazioni del reale. “Guardare più episodi con l’intento di creare degli archi narrativi più intricati ed interessanti di quanto non sia possibile fare nel ristretto arco temporale di un’ora può davvero rivelarsi un’esperienza appagante. In un certo senso equivale rivendicare il diritto di disporre a piacimento del proprio tempo, nonché la libertà di investirlo in attività appaganti” spiega Pamela Rutledge, direttrice del Centro di Ricerca di Psicologia Mediale (Media Psychology Research Center).

5) Il dispendio di tempo concentrato dedicato alla visione compulsiva può precludere infinite alternative.

Il Nielsen -società responsabile delle rilevazioni sul pubblico operante a livello globale- ha stimato che per vedere ogni stagione delle serie E adesso arriva mamma (How I Met Your Mother), The Good Wife, o Lost occorrerebbero tre interi giorni all’interno dei quali, ovviamente, non sarebbe contemplata nessun’altra attività che non sia il binge-watching mentre la serie capace di assorbire più tempo in assoluto sarebbe 24, appartenente al genere thriller per la cui fruizione completa sarebbero necessari sei giorni e due ore. E se nemmeno le cifre pubblicate dal Nielsen fossero sufficienti a far riflettere sulle abitudini alla visione compulsiva, forse sarebbe il caso di ragionare e prendere atto rispetto a quante energie mentali andrebbero perse nella visione compulsiva non di una, ma di più serie allo stesso tempo.

Fonte: Bluffersocial

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