Anziani e depressione


I frequenti articoli sulle cronache cittadine che raccontano di suicidi tentati o riusciti da parte di anziani rendono evidente il fatto che tale categoria di cittadini ha oggi sempre più bisogno di essere aiutata e seguita, seppure tale zelo giornalistico pare non produrre effetti sensibili a livello individuale o politico. Nei paesi industrializzati l’epidemiologia del suicidio è generalmente al terzo posto tra le cause principali di morte, ancor prima degli incidenti stradali; l’incidenza del suicidio in questi paesi aumenta significativamente con l’aumentare dell’età.

La triste vicenda, di non più di due mesi fa, di un signore di 100 anni spinto a togliersi la vita per paura di finire in ospedale in seguito a una caduta, simboleggia la profonda debolezza non solo di questa fascia della popolazione, ma anche delle attuali energie socio-sanitarie disponibili sul territorio. Queste infatti si stanno dimostrando sempre più inadatte a sostenere il gravoso carico di richieste apportato dalla popolazione anziana in aumento costante: se alle strutture sanitarie sono ascrivibili responsabilità per quanto riguarda gli aspetti organizzativi e formativi (interni e non), non si può trascurare il peso dell’inazione politica in questo settore.

Dati ONU del 2002 mostrano chiaramente quanto l’Italia necessiti di apportare serie modifiche strutturali a tutto ciò che riguarda la presa in carico degli anziani, siano essi disabili o meno: infatti, solo per citare un aspetto del fenomeno, in Italia, dove gli ultra sessantenni rappresentano ben il 25% della popolazione, i livelli di assistenza prestati a domicilio sono tra i più bassi in Europa.

Negli ultimi decenni si sono verificati importanti cambiamenti demografici, che hanno radicalmente modificato l’assetto del paese: all’inizio degli anni ’80 la vita media era di circa 71 anni per gli uomini e di 77 anni per le donne, mentre già nel 2000, a distanza di soli 20 anni, la vita media ha raggiunto i 76 anni per gli uomini e gli 81 per le donne; i cosiddetti “grandi vecchi” di età superiore agli 80 anni rappresentano il 23% degli anziani.

fonte: http://rolandociofi.blogspot.it/2012/06/anziani-e-depressione-di-anna-maria.html
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