Che cos’è la Psicosomatica?

 
Che cos'è la Psicosomatica?

La Psicosomatica è una filosofia integrale della medicina. Sostiene che la malattia nasce dal “cattivo” rapporto dell’individuo con il suo ambiente. Con il termine individuo si intende una dimensione globale della persona, si fa cioè riferimento sia alla sua parte conscia che a quella inconscia.

La malattia insorgerebbe quando l’individuo predilige in modo eccessivo l’adattamento razionale (conscio) al proprio ambiente di vita quotidiano, tralasciando ciò che sente affettivamente ed emotivamente.

Una esemplificazione di un ragionamento eccessivamente guidato dalla razionalità, potrebbe essere il seguente: “Mi comporto così perché tutti si comportano così , non importa se ciò mi fa star male… tutto ciò è normale”. Un ragionamento di questo tipo, se diventa persistente e pervasivo (ovvero se diventa centrale nel proprio stile di vita), preclude la messa in gioco della propria originalità e aumenta la probabilità di sviluppare una malattia.

Con l’accezione “parte inconscia” si intendono invece le potenzialità, i sentimenti, le emozioni e gli affetti che reprimiamo o rimuoviamo perché interferenti con il nostro attuale (ma incompleto) stile di vita. Seguendo questo filo logico, la malattia può essere intesa come un messaggio che il nostro corpo (inteso come la nostra parte più naturale e meno razionale, come la totalità dei nostri aspetti fisici ed emotivi) ci invia per avvisarci che abbiamo tenuto qualcosa di importante fuori dal nostro progetto di vita (se ne abbiamo uno!) o più in generale fuori dalla nostra vita quotidiana. L’espressione della malattia avviene proprio attraverso l’organo o la funzione malata che maggiormente rappresenta il sentimento, la funzione o l’emozione repressa.

Prendiamo come esempio lo stress; è una sindrome in realtà duplice, può essere suddiviso in due categorie: il distress e l’eustress. Il primo (il distress) è una situazione di per se negativa che porta ad una diminuzione delle difese immunitarie e quindi predispone alla malattia. Lo proviamo quando perdiamo il controllo sugli eventi che ci accadono poiché non stiamo usando tutte le nostre potenzialità per affrontarli. L’eustress è invece un sentimento positivo che proviamo, ad esempio, quando abbiamo portato a termine e bene (con soddisfazione!) tante cose durante la giornata: funzionando a pieno regime ma con tutti noi stessi (con tutte le nostre potenzialità), ci sentiamo “realizzati”.

Quando la naturalità dell’uomo viene sacrificata per uno stile di vita troppo centrato su valori pratico-razionali, sarà la natura stessa che si farà sentire attraverso il corpo (l’essenza della natura nell’uomo). Ciò avviene tramite meccanismi fisiologici ben precisi che vedono l’implicazione del Sistema Nervoso Autonomo e dell’emisfero destro del cervello. Mentre quest’ultimo è la metà del nostro cervello che presiede, fra varie funzioni, all’elaborazione delle emozioni e alla nostra attività immaginativa, il Sistema Nervoso Autonomo è quella parte di sistema nervoso che controlla il nostro “stato” generale (es. rilassatezza vs. tensione) e l’attivazione dei nostri organi interni.

Le principali malattie psicosomatiche

Le sindromi psicosomatiche si distinguono per gravità e per tipo di apparato coinvolto.

Per quanto riguarda la gravità, al grado più lieve corrisponde la banale manifestazione emotiva che sfugge al nostro controllo, al livello di gravità medio si pongono i disturbi funzionali: si tratta di risposte già elaborate dall’organismo per rispondere ad una situazione generata dalla rimozione delle emozioni, che a sua volta cercano una espressione somatica (distonia vegetativa). Infine al livello più grave, quando la negazione delle emozioni diventa persistente, si può giungere a delle vere e proprie lesioni o modificazioni dell’organo coinvolto (es. tumori) causate da eccesso o carenza di specifiche risposte fisiologiche che avvengono sempre con la stessa modalità.

Analizzando invece il tipo di apparato coinvolto possiamo distinguere tra:

Apparato digerente: nausea, vomito, crampi allo stomaco, stipsi, colica, diarrea, dolori rettali, possono essere considerati manifestazioni emotive dovute a situazioni traumatizzanti, ma trasformarsi in disturbi funzionali se si stabilizzano (anoressia, bulimia). Mentre l’ulcera gastroduodenale e la retto colite emorragica costituiscono delle vere e proprie lesioni in stretto rapporto con i tratti di carattere della persona (situazioni prtotratte nel tempo di dipendenza affettiva ambivalente, accentuati tratti ossessivi).

Apparato respiratorio: il sospiro, la tachipnea (ansimare), l’ansia, l’oppressione toracica, sono le sindromi più leggere; l’asma (che richiama ad una crisi di pianto inibita e ad una insicurezza profonda del carattere) e la tubercolosi polmonare (che richiama ad una profonda angoscia depressiva) sono invece le più gravi.

Apparato cardiovascolare: la tachicardia, le ipo/ipertensioni transitorie, la paura e la collera somatizzate sono manifestazioni leggere, mantre l’infarto del miocardio e le malattie coronariche sono malattie che interessano soggetti inquieti con frequenti tratti ossessivi e con difficoltà di mobilitazione degli affetti per via motoria ma soprattutto verbale

Apparato cutaneo: le allergie oltre ad essere scatenate da fattori di natura chimico-fisica, si presentano in personalità con labilità emotiva, depressione latente, rivendicazione affettiva costante, rimozione sessuale. Esistono poi ad un livello più profondo gli eczemi, la psoriasi e la calvizie (alopecia).

Fra gli altri disturbi di possibile origine psicosomatica si possono includere l’emicrania (eccesso di autocontrollo), i disturbi del ciclo, l’ipertiroidismo e l’obesità.

I metodi di cura praticati dalla Psicosomatica

Sono molti i tipi di cura che suggerisce la psicosomatica, ma tutti sono accomunati dal denominatore che individua nel difettoso equilibrio mente-corpo (e quindi nello sfasamento dell’armonia uomo-natura) l’origine della malattia. Ne consegue che tutte le tecniche di cura sono tese al miglioramento di tale equilibrio.

Che cos'è la Psicosomatica?A questo punto è però indispensabile una precisazione: se siamo afflitti da una malattia (sopratto se a un livello avanzato) è necessario, oltre che conveniente, seguire le indicazioni della Medicina, non riconoscerne le potenzialità e la valenza per la propria sopravvivenza significherebbe commettere un grave errore di presunzione e una negazione della gravità della propria situazione.

Tuttavia ciò non deve esimerci dalle nostre responsabilità , ovvero da uno sforzo attivo per ristabilire il nostro equilibrio con il nostro ambiente una volta che ci viene restituito tramite un intervento medico, l’alleviamento del sintomo. Ciò risulta fodamentale per evitare delle ricadute, per evitare di ritornare ciechi nei confronti della nostra spontaneità, delle potenzialità creative inibite da uno stile di vita troppo assorbito dalla razionalità.

La Psicosomatica in realtà suggerisce dei metodi di cura che rappresentano la riscoperta di alcune tecniche che derivano da trattamenti più tradizionali, rivisti tuttavia alla luce delle scoperte scientifiche più recenti.

Tra le techiche di guarigione (miglioramento equilibrio individuo-ambiente) più diffuse si possono citare ad esempio la dieta ”ragionata “ (non razionale ne tantomeno …dimagrante), la ginnastica e il movimento guidati, il massagio, la fitoterapia, l’agopuntura, …

Esistono anche degli approcci più pertinenti alla psicologia che varrebbe la pena approfondire:

La Psicoterapia:

La finalità della psicoterapia, nei confronti della malattia psicosomatica, consiste nell’aiutare la persona a individuare delle vie più naturali (alternative) di utilizzo (non quindi di sfogo mediante il corpo) della tensione neurovegetativa. Tale processo terapeutico prevede specifiche fasi:

La comprensione del significato della malattia per la specifica persona che intraprende questo viaggio all’interno di sé. Ogni malattia psicosomatica comunica sempre un messaggio alla persona che ne è portatrice, un messaggio decodificabile dalle emozioni che ignorate da lungo tempo si somatizzano come ultimo tentativo di diimostrare la loro esistenza. Ad esempio, una classica malattia psicosomatica come l’alopecia areata può comunicare, alla persona che ne è affetta, che la sua razionalità, utilizzata pur se validi motivi in modo eccessivo, non lascia fiorire la sua passionalità, la sua creatività, la sua sessualità…la sua femminilità (si ricorda che ogni persona, pur se in proporzioni diverse, possiede sempre una parte femminile e una maschile).

La prima fase ha quindi la finalità di decifrare il mesaggio della specifica malattia all’interno della nostra storia di vita. In questa fase è essenziale la ricostruzione dell’anamnesi , ovvero la storia di vita riassunta dagli episodi più significativi e centrali, per individuare quali (passati o più recenti), abbiano più contribuito alla scelta dello stile di vita che stiamo attualmente conducendo. Tali eventi , spesso rimossi (allontanati dalla coscienza), esercitano una così forte influenza da farci spesso deviare dal nostro più naturale (spontaneo) modo di vivere.

La seconda fase consiste nell’ individuare quali atti o azioni (in termine tecnico definibili come “meccanismi di difesa”) stiamo utilizando nel nostro attuale periodo di vita per evitare il riemergere dell’emotività e/o della sofferenza legata a questi episodi importanti. I meccanismi di difesa, infatti, se da una parte assolvono la funzione di evitare il ricordo di episodi di vita per noi causa di sofferenza, ci inducono pure a perdere aspetti della naturalità della vita, di cui in relata abbiamo bisogno, per stare bene con noi stessi e con l’ambiente cui apparteniamo.

La terza fase del processo consiste infine nell’individuare, in considerazione del possesso di moli dati prima rimossi, una soluzione più creativa alla situazione di impasse che stiamo vivendo, rivedendo sotto una nuova luce le determinanti inconsce del nostro attuale stiledi vita (il comportamento e le nostre abitudine quotidiane) al fine di modificarlo, rivitalizzando (dando spessore immaginativo) le emozioni pietrificate nella malattia.

Conclusioni:

Tutto l’ambito della malattia psicosomatica deriva da un blocco ovvero da un radicamento nel somatico (nel corpo) dell’emozione. L’emozione è, secondo questa scuola di pensiero, il carburante dell’immaginazione.

Per venire a capo di queste patologie (malattie) l’intenzione terapeutica mira a mobilizzare l’immaginario, sradicandolo dal corpo, per renderlo disponibile ad un processo di simbolizzazione.

Il ”lasciarsi andare” alle immagini e alle “sensazioni corporee” e, successivamente, la presa di coscienza delle stesse, facilitata dall’utilizzo dalle tecniche precedentemente descitte, significa ri-abituarsi a concedere lo spazio necessario alla nostra parte spirituale e immaginativo-creativa che da sempre ha accompagnato l’uomo (i nostri predecessori) attraverso la rappresentazione dei miti e delle leggende.

Questo articolo mantiene la modesta finalità di descrivere alcune delle tecniche e degli interventi che la Psicosomatica ha riscoperto dalla tradizione e riveduto, con un’ottica più scientifica, al fine di contribuire ad una medicina più a misura d’uomo che si affianchi, accanto a quella ufficiale, soprattutto nell’ambito della prevenzione.

fonte: https://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-psicologia-dintorni/519-cosa-e-psicosomatica

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