Fare delle scelte

Imparare a scegliere

“Non esistono scelte giuste o sbagliate, esistono solo le scelte”
Giusva Iannitelli

La vita dell’essere umano oltre ad essere scandita dallo scorrere del tempo è connotata da un’altra dimensione che può essere considerata di fondamentale importanza, ovvero la possibilità di scegliere. La società occidentale nella quale viviamo oggi, inoltre, ha notevolmente diffuso l’idea dell’uomo che costruisce da solo il proprio futuro, che autodetermina con le sue scelte la propria esistenza. Scegliere, tuttavia, non è per niente facile dal momento che la scelta di una strada piuttosto che un’altra, la scelta delle amicizie, della professione da svolgere, della persona da amare, implicano un’assunzione di responsabilità circa le conseguenze generate da ogni singola scelta e l’accettazione delle “quote di rischio” presenti in tutte le situazioni dove esistono un ampio ventaglio di scelte. A partire da tali premesse non stupisce quanto spesso prendere una decisione possa essere difficile, al punto tale da condurre le persone a vivere in una sorta di limbo, a sentirisi “bloccati” e a viversi come totalmente incapaci di andare in una direzione piuttosto che in un’altra.

Ma a questo punto c’è da chiedersi, per quale motivo alcune persone sono in grado di compiere anche le scelte più complicate, mentre altre rimangono imbrigliate o in balia degli eventi?

A tal proposito può risultare utile avvalersi del concetto di locus of control messo a punto da Rotter, che indica la modalità con cui un individuo ritiene che gli eventi della sua vita siano prodotti da suoi comportamenti o azioni, oppure da cause esterne indipendenti dalla sua volontà. Più precisamente attraverso questo concetto è possibile distinguere soggetti con locus of control interno e soggetti con locus of control esterno, i primi attribuiscono la causa dei proprio fallimenti e dei propri successi a cause interne, alle proprie competenze al proprio impegno e alla propria costanza, a differenza dei secondi che invece si mostrano fatalisti, spiegano eventuali successi o insuccessi chiamando in cause le circostanze esterne, la sfortuna ecc… Persone con locus of control interno posseggono inoltre un senso di autoefficacia ed una sicurezza tali da permettergli di fronteggiare e gestire con maggiore serenità eventuali scelte complicate. Al contrario, i soggetti con locus of control esterno, attribuiscono poco valore alle proprie capacità, possedendo talvolta un senso di autoefficacia e un’autostima notevolmente ridotta, di fronte ad una scelta, cercando di procrastinare il momento della decisione o addirittura ad affidare la propria scelta agli eventi, ad altre persone, al lancio di una moneta.
A questo punto è lecito domandarsi: esiste un modo per “imparare” a scegliere?
Apprendere a scegliere può essere può essere visto come un vero e proprio allenamento.
La migliore palestra? Ovviamente la vita, si impara a scegliere ogni giorno anche nelle piccole cose, anzi è consigliabile, per chi desidera prendere in mano la propria vita, di cominiciare proprio dalle piccole scelte per poi potere arrivare gradualmente arrivare prendere decisioni sempre più importanti.
Dal momento che scegliere vuol dire assumersi una responsabilità, e quindi “diventare adulti”, appare del tutto evidente l’importante valore educativo e formativo che assume la scelta del rischio di un successo o di un insuccesso.
Qui di seguito vengono suggeriti dei consigli da mettere in pratica quotidianamente al fine di imparare a vivere e ad affrontare le scelte con maggiore serenità. Sono consigli piuttosto semplici, che se ben calibrati e controllati, possono essere applicati anche ai più piccoli (bambini, adolescenti).

Fare cose “scomode”

Ogni giorno ci imbattiamo in una serie di attività, impegni, scadenze con le quali non vorremmo avere a che fare. Spesso, si tratta di decisioni che attengono la sfera lavorativa (parlare col proprio capo per chiedergli un aumento, svolgere cose d’ufficio “noiose”…). Spesso le decisioni  riguardano anche la sfera relazionale (discutere e affrontare un problema che esiste da tempo col proprio partner, chiamare un vecchio amico col quale in passato ci sono state incomprensioni…). Per cose “scomode”, si intendono anche le piccole attività della vita quotidiana che, a causa della stanchezza dopo una giornata lavorativa, vengono sempre posticipate (mettere in ordine gli armadi, aggiustare qualcosa a casa…); sia che si viva in coppia, che da soli, anche queste minime attività, aiutano a risollevare l’umore, il clima ed il benessere personale e della coppia, dal momento che, una volta portato a termine il “compito scomodo”, la sensazione di soddisfazione che si sperimenta ripaga e sostiene l’autostima. Il consiglio, pertanto, è quello di scegliere, ogni giorno, di fare una piccola cosa scomoda.
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