PRE-OCCUPARSI OD OCCUPARSI DEI PROPRI FIGLI?

testa_rossaLa preoccupazione genitoriale è un sentimento molto comune. La parola preoccupazione è un sostantivo derivato dal verbo preoccupare, dal latino prae-occupare (praeoccupare), occupare avanti, in senso proprio occupare antecedentemente e, in senso metaforico, conferire una posizione vantaggiosa ad un determinato argomento. ovvero darsi pensiero per qualcosa. Nell’accezione più comune la parola significa occupare la mente con pensieri che creano dubbio, ansia, timore. Il sinonimo inglese più utilizzato è anxius per indicare una persona preoccupata…

Genitori preoccupati, cioè genitori che si occupano “prima” dei figli. Occuparsi prima ,cioè anticipare in maniera immaginifica esiti negativi di atti o eventi che ancora non sono accaduti relativamente ai propri figli.

La preoccupazione predispone ad aspettative negative, alimenta la paura dell’insuccesso e può spesso portare a sostituirsi ai figli decidendo o facendo per loro. Si instaura così un circolo vizioso dove i genitori preoccupati delle difficoltà/incapacità dei figli tendono a proteggerli o controllarli riducendo l’acquisizione della loro autonomia.

La preoccupazione predispone a un pensiero stereotipato che alcuni studiosi hanno definito “la “profezia che si auto- avvera” Questo concetto è stato proposto per la prima volta nel 1948 dal sociologo Robert K. Merton (1910-2003) che descrive la profezia che si auto-avvera come “una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità”.

L’idea alla base è che un’idea per il solo fatto di essere creduta vera porta la persona a comportarsi in un modo che la fa avverare cioè fa avverare l’aspettativa.

La preoccupazione genitoriale, comunemente considerata positiva, in quanto indicante un sano interesse per i figli, è in realtà una forma di ansia che può “circuitare” su sé stessa producendo gli effetti tanto temuti dall’ansia stessa.

I cambiamenti dei figli provocano sempre un momento di crisi e il momento più critico è legato all’adolescenza .

Inoltre, i cambiamenti degli stili educativi e della famiglia anche dal punto di vista storico, culturale e sociologico hanno incrinato le vecchie certezze mettendo in crisi le attuali figure genitoriali.

La preoccupazione è il sintomo di questo diffuso disagio
Preoccuparsi per i propri figli può far sentire i genitori responsabili e adeguati : l’essere coinvolti, in maniera quasi intrusiva, a volte, dà loro la percezione di essere presenti potendo controllare ed eventualmente anticipare eventuali errori.

Può accadere che questi genitori non permettano ai propri figli di “sbagliare”impedendo a loro l’opportunità di esperire i propri limiti ma anche le proprie capacità. Il vecchio detto “sbagliando si impara” è poco apprezzato e fa paura. Un nuovo proverbio potrebbe essere: “ sbagliare fa paura, meglio evitare!”

Con questo non si vuole affermare che i figli debbano sbagliare e che i genitori non possano tutelare i propri figli da eventuali pericoli ma è pur vero che nel cimentarsi da soli i giovani possono trovare la misura delle proprie capacità, anche a rischio di qualche piccolo errore che ,comunque “fa esperienza”.

Il genitore contemporaneo teme anch’egli di sbagliare e spesso si interroga se il suo operato è adeguato:

” dovrei essere più severo? È giusto che mio figlio stia tante ore al computer? Dovrei essere più amico di mio figlio? Dirgli di no può farlo soffrire?”

Winnicott sosteneva che i bambini non hanno bisogno di genitori perfetti ma “sufficientemente buoni “ e questa splendida affermazione è la guida per una sana condotta educativa.

Occuparsi dei figli presuppone attenzione ed affetto, senza intrusione e controllo. La difficoltà sta proprio nel distinguere un atteggiamento “dominante e controllante ” da un atteggiamento

” referente e disponibile “dove la genitorialità comunque non viene mai meno.

Occuparsi del proprio figlio comporta una partecipazione rispettosa della sua vita in un dialogo dove la genitorialità è a disposizione del figlio, in una posizione referente e sicura. Occuparsi dei figli non vuol dire “esercitare potere o controllo” ma fornire loro gli strumenti per una crescita sana e consapevole.

fonte: http://rolandociofi.blogspot.it/2013/05/pre-occuparsi-od-occuparsi-dei-propri.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...