Anoressia: il problema del corpo


Il corpo è l’aspetto più importante e più significativo nell’individuare l’identità di una persona, tanto da essere ritenuto il significante dell’Io. Il corpo può essere vissuto, percepito o rappresentato, e le rappresentazioni del corpo possono essere , a loro volta, reale, immaginaria o fantasmatica. Il corpo del neonato, che non ha ancora integrato la propria corporeità con la psiche, subisce la presenza di parti scisse e disarticolate che non lo identificano ancora come contenitore compatto dell’identità. In questo caso parliamo di un “corpo subito”, primo stadio evolutivo dell’immagine del corpo. In seguito, nel corso della relazione oggettuale, il corpo comincia a essere una globalità strutturante la formazione del sé, attraverso il processo di identificazione , che comprende il modello somatico dell’incorporazione, a seguito dell’introiezione, quale elemento fondante questo processo . L’atto dell’incorporazione evidenzia significati diversi: piacere nell’introdurre dentro di sè, distruzione dell’oggetto, conservazione all’interno di sè e appropriazione delle qualità dell’oggetto; incorporazione quindi come modalità di identificazione che corrisponde a possedere l’oggetto, confrontandola con l’altra modalità primaria dell’imitare, che soddisfa il desiderio di “essere” l’oggetto. Con questa descrizione entriamo nello stadio del “corpo vissuto”, primo elemento risultante dall’iniziale integrazione della psiche nel soma. Nei primitivi processi di identificazione e formazione del sé, il senso della propria corporeità, impregna il sé corporeo e le prime rappresentazioni dell’immagine corporea.

Lo stadio del “corpo percepito” dai 3 ai 6 anni corrisponde al passaggio dallo schema corporeo incosciente a quello cosciente. E’ in questo stadio che l’integrazione psicosomatica si completa e si struttura quale modello operativo interno. Si potrà così realizzare la percezione del corpo proprio, resa possibile dall’attivazione della funzione d’interiorizzazione che corrisponde all’attenzione portata su questa o quella parte del corpo con lo scopo di prenderne coscienza.

Lo stadio del “corpo rappresentato” a partire dai 6 anni circa, si suddivide in due sottostadi: corpo rappresentato statico dai 6 agli 8/9 anni e corpo rappresentato dinamico dai 8/9 anni ai 13/14 anni.In questo stadio si manifesta la possibilità neurologica di realizzare una immagine del corpo operatoria che consente, di accedere a una rappresentazione mentale del corpo dalla quale possono attivarsi i differenti collegamenti tra gli aspetti reali, emotivi , e quelli immaginativi, più mentalizzati . Questa non è l’unica modalità interna per rappresentare il corpo, infatti esiste anche una rappresentazione fantasmatica del corpo: quindi non reale e non integrata con le emozioni. Questo tipo di immagine corporea appare scollegata dalla realtà e fonte di sofferenza, tanto da individuare un significativo disturbo nella personalità del soggetto. In questi disturbi il soggetto può creare fantasie specifiche riguardo al corpo e al suo funzionamento. Tra i disturbi dello schema corporeo, organizzati su base fantasmatica, possiamo collocare i disturbi psicotici e in modo diverso i disturbi alimentari, che riguardano in primo luogo i processi introiettivi e incorporativi, dove questi aspetti del “portar dentro” esprimono una sofferenza che può aver luogo anche già nelle modalità di accesso al vissuto corporeo stesso . Sul piano corporeo le manifestazioni dei disturbi alimentari si presentano con un indebolimento nell’elaborazione dei processi di percezione, rappresentazione, decisionalità, fino alla perdita dell’intenzionalità, collegata a un immagine esclusivamente delirante di un corpo spento e rifiutato che per questo può essere violato. Da questi problemi derivano reazioni di mancanza di disponibilità corporea e presenza di fantasie corporee. Inoltre manca la fiducia fondamentale nell’efficacia dell’azione corporea sul mondo degli oggetti.

Le fantasie riguardo al corpo sottostanno alle condotte sulle quali si strutturano le relazioni della persona anoressica. Per questo si possono individuare sintomi a carico del corpo, manipolazioni a carico del corpo, fantasie riguardo a queste manipolazioni. L’amenorrea, conseguente alla perdita di peso, appare come il sintomo di collegamento con il corpo sessuato, sintomo che spesso precede la perdita di peso. Quello che appare a livello corporeo è ciò che possiamo definire un corpo dispregiato, in quanto contenitore e in quanto portatore di una matrice sessuale. L’Io corporeo appare debole rispetto ad un sé dove gli aspetti narcisistici vengono offesi e feriti. Inoltre la permanenza dell’instabilità, imprevedibilità dei comportamenti e i crolli regressivi frequenti rendono ancora più vulnerabile la corporeità della persona anoressica tanto da consentirne la descrizione in termini di un corpo depregiato. M. E. Laufer, psicanalista, definisce con il termine: ” Breakdown Evolutivo “, in pubertà , il rifiuto inconscio del corpo sessuato e il concomitante sentimento di passività di fronte alle esigenze derivanti da questo corpo, con la conseguenza di ignorare o ripudiare i propri genitali o sentirli diversi da come si vorrebbe che fossero . Si tratta di un arresto del processo di integrazione dell’immagine del corpo fisicamente maturo , nella rappresentazione che l’adolescente ha di se stesso . Questo ” Breakdown Evolutivo ” ha un nesso diretto con la reazione del giovane alla necessità di separare il proprio corpo dagli oggetti incestuosi e dal passato edipico e differenziarlo come maschile o femminile .”

Rapporto fra cibo ed immagine corporea
Negli studi attuali è sempre più evidente quanto il Sé emergente si basi sulla nascente percezione, rappresentazione e consapevolezza del proprio corpo attraverso la demarcazione fra sè ed altri e sè e mondo esterno. Rispetto alla propria immagine corporea, che si forma nei primi anni di vita, il cibo sembra rappresentare la possibilità di apporto trasformativo esterno. La realtà e la concretezza con cui questa trasformazione si impone costituisce proprio il limite, che costringe la psiche a un lavoro di cambiamento e di elaborazione .

Quando il rimaneggiamento dell’immagine corporea che nasce in adolescenza dall’integrazione del corpo sessuato, conseguente alla modificazione puberale, al corpo rappresentato, si organizza come evoluzione di uno sviluppo infantile seriamente perturbato da traumi precoci quali separazioni traumatiche , carenze della madre , assenza del padre , abusi fisici o sessuali, è possibile osservare la tendenza a mantenere un atteggiamento passivo nei confronti del proprio corpo. In questo modo il corpo stesso diventa un vero sacco che può essere riempito o svuotato, che può lievitare o diminuire, non perché accettato in queste sue forme, ma come fenomeno indipendente dalla propria volontà e depauperato dal rifiuto narcisistico. Questa pseudo accettazione corporea può impedire l’effettiva integrazione con la futura personalità adulta , di un corpo sessuato.

fonte:http://rolandociofi.blogspot.it/2012/06/anoressia-il-problema-del-corpo-di.html
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