Ho L’ansia!

“HO L’ANSIA”, è già da qui che occorre fare chiarezza.

Quando ci fa male la testa diciamo “mi fa male la testa”, ecco, “ho l’ansia” sarebbe come se invece dicessimo “ho la testa”.

Vi spiego. L’ansia, temuta, odiata, mal sopportata, è parte imprescindibile del repertorio delle nostre emozioni.

Questo significa che non avere ansia sarebbe impossibile quanto malaugurato. Impossibile giacché come dicevamo, a meno che non si opti per un medievale intervento di rimozione delle zone cerebrali ad essa collegate, non possiamo liberarci di qualcosa di intrinseco alla nostra natura.

Malaugurato perché, prima di arrivare agli stati ansiosi invalidanti che di seguito in breve tratteremo, esiste una certa dose di ansia funzionale al raggiungimento dei nostri obiettivi lavorativi, scolastici,personali, affettivi, sociali etc. L’ansia infatti va sotto braccio all’impegno, al senso di responsabilità, al saper prevedere le conseguenze delle nostre azioni e in generale, a tutti quegli aspetti che concorrono alla costruttività. Provare ansia significa aver “paura di”, quindi ci fa essere più attenti, più meticolosi, aiuta a ponderare.

Allora vi starete giustamente chiedendo “PERCHÉ L’ANSIA A VOLTE PUÒ FARE MALE AL PUNTO DI SVILUPPARE SINTOMI PERSINO DI INTENSO MALESSERE FISICO?”

Bene. Il problema non è l’ansia, ma le cause che soggiacciono quella “paura di” diventata disfunzionale. Se per esempio un ragazzo ha appreso, più o meno consapevolmente, che un brutto voto significa non essere adeguato, non essere intelligente, non essere capace e insieme a questo magari significa anche sentire che mamma e papà si arrabbieranno come se avesse commesso un gravissimo torto, mi stupirei moltissimo se questo non provasse una forte ansia prestazionale.

E’ il caso di molti ragazzi/e, che pur presentando un’intelligenza assolutamente nella norma ed un sano sviluppo fisico, di fronte all’esame da superare, si terrorizzano al punto di congelarsi e non riuscire a compiere nessun passo proficuo verso la meta.

L’ansia da prestazione però, non si avverte solo a scuola. Questa È CONSEGUENZA DI UN VISSUTO DI INADEGUATEZZA, DI BASSA AUTOSTIMA, DI CONDIZIONAMENTI NEGATIVI, DI UN FORTE BISOGNO DI CONTROLLO, che si impone anche in altri contesti e in altre età; al lavoro, nel relazionarsi socialmente, nell’approccio amoroso.

Avete mai sentito parlare di fobia sociale? Di attacchi di panico? Di flop a letto? Di disturbi somatici come mal di pancia, mal di testa, vampe, brividi, tremori, batticuore prima o durante si faccia qualcosa di importante? E di attacchi di fame nervosa? Quei momenti in cui il carboidrato sembra essere un idrante su un
incendio!

La risposta ansiosa ad uno stimolo che fa scattare l’allarme psicologico, può mettere in scena davvero tante
situazioni di disagio.

Ma È LA CAUSA DEL PERCHÉ ENTRIAMO IN ALLARME L’ASPETTO SUL QUALE RIFLETTERE E DA RISOLVERE, non è l’allarme di per sé. Il problema è la causa che scatena il mal di testa, non è la testa!

Quindi, quando arriva un paziente con la richiesta di eliminare lo stato ansioso, la prima cosa da fare, è riformulare la domanda perché si abbia un obiettivo realistico da raggiungere. Il percorso di trattamento, che prevede a seconda dei casi e dell’intensità del disturbo, i colloqui psicologico-psicoterapici, le tecniche di rilassamento quali ad esempio il Training Autogeno, la psico-farmacologia, deve mirare a restituire alla persona che sta soffrendo, il potere personale di controllare lo stato emotivo, che se non indagato e non gestito, invade e pervade la razionalità e l’equilibrio psico-fisico tutto.

L’ANSIA “SMISURATA” NON È UNA NEMICA, è un sintomo e i sintomi ci aiutano a capire quando e cosa non va bene. Va affrontata nel senso di “ascoltata”, con l’aiuto dell’esperto va capita e gestita, lei e i suoi sintomi collaterali. Al contrario, più opponete resistenza, più corpo e anima devono sfiancarsi per esser visti. In altre parole, più giocate a “l’ansia dell’ansia” più date vigore al vostro sintomo.

LA SOLUZIONE È GIÀ LÌ, DENTRO DI VOI, basta decidere di aprire quel vaso di Pandora e cercare.

Lo psicologo vi aiuterà a trovarla indicandovi come cercare, dove cercare. Come nell’aneddoto di Milton Erikson, psichiatra americano, che vedendo un cavallo sconosciuto e perduto, decise di salire in groppa e di ricondurlo a casa non facendo altro che tenerlo sulla strada. Ogni volta che il cavallo brucava erba, si allontanava, si fermava etc, lo riconduceva sulla strada, fin quando il cavallo non giunse a casa semplicemente seguendo la direzione che sapeva ma che poteva ogni volta imboccare solo grazie all’intervento costante ed oculato del suo cavaliere. Ben tornato a casa cavallo!

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Mai più attacchi di panico e di ansia. 121 modi per recuperare velocemente il proprio equilibro
Sinossi: Molte persone soffrono di attacchi di panico o di disturbi d’ansia, oggi considerati i ‘malanni’ psicologici più diffusi dei nostri tempi. Le crisi di panico interferiscono drammaticamente con la vita della persona che ne è colpita, tanto da diventare, in alcuni casi, fortemente invalidanti nel funzionamento della vita sociale e lavorativa: all’improvviso possono impedire di fare cose semplici, come guidare la macchina, uscire di casa, prendere l’ascensore. Questo libro, frutto dell’esperienza personale dell’autrice, guarita dall’agorafobia, fornisce preziosi suggerimenti per aiutare a capire che cos’è la crisi di panico, a riconoscerla e a risolverla. Il volume contiene 121 consigli pratici che includono tecniche di respirazione, distrazione e desensibilizzazione, utili a superare la crisi e a migliorare la qualità della propria vita.

fonte: http://rolandociofi.blogspot.it/2013/10/ho-lansia-cura-di-claudia-martorano.html
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