BAMBINI: quel dramma della cosa rotta…

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Samuel si avvicina al mobile della cucina prende una brioches: vuole far scoppiare il pacchetto quindi la schiaccia, la spreme la tortura. Poi si arrende e la passa a me: “mamma apri? Fai Boom?” Guardo la brioches schiacciata e martoriata e sento i sudorini freddi che mi scendono sulla schiema: è l’ultima e so già che iniziarà a piangere la brioches è “stropicciata”.

La mente allora mi torna a quando anche Gaia era piccola, la prima volta che abbiamo piantato, con lei una vite nel muro per appendere le mensole. Ci siamo messe, io e lei, in religioso silenzio a guardare papà che lavorava con il trapano. Gaia si tappa le orecchie, chiude gli occhi per il forte rumore, ma la curiosità ha il sopravvento e sbircia incuriosita. Il papà mostra il sulo lavoro: un bel bucoi nel muro. Gaia inizia a piangere inconsolabile: il muro è rotto.

Stessa cosa si ripete per i biscotti: guai se ne manca un angolino perché si è spaccato. La frutta: sbucciare una banana troppo matura diventa un’operazione delicata quanto un intervento a cuore aperto. Un libretto a cui si spacca la copertina perché troppo usurata scatena veri e propri drammi.

Perché per i bambini dai 2 ai 4 anni circa le cose rotte sono assolutamente inguardabili e immangiabili? Un giorno abbiamo passato un’ora ad esaminare un pezzo di asfalto rovinato, Samuel non riusciva proprio a darsi pace!

Ho chiesto alla Dott.ssa Serena Costa cosa ne pensa di questo argomento e come mi devo comportare. Ecco la sua risposta.

Che cosa rappresenta a livello psicologico una cosa rotta? Essa può assumere diversi significati e a seconda di quale significato viene attribuito cambia l’emozione che suscita tale evento e il comportamento associato.

Un oggetto rotto potrebbe rappresentare un evento imprevisto che non si sa come affrontare, una sorta di certezza che svanisce: l’emozione di fronte ad una tale rappresentazione non può essere altro che paura e smarrimento e il comportamento associato potrebbe essere un pianto disperato o la ricerca di qualcuno che possa aggiustare subito l’oggetto. Se l’oggetto è stato rotto accidentalmente dal bambino stesso, i significati attribuiti a tale evento potrebbero riguardare anche più da vicino il bambino stesso e suscitare un senso di fallimento personale o di colpa, tutte emozioni che potrebbero mettere in crisi il bambino poco capace di gestire la frustrazione.

Se, invece, l’oggetto rotto viene visto come una meravigliosa occasione per scoprire più nel dettaglio come è fatto un oggetto al suo interno o un’occasione per utilizzarne i pezzi per creare qualcosa di nuovo, potete immaginare che le emozioni di fronte ad un oggetto rotto cambiano notevolmente in senso positivo e pure i comportamenti!

Nel periodo che va dai 2 ai 4 anni il bambino sta scoprendo il mondo e se stesso e tutto è molto in divenire. E’ per questo che una cosa rotta può essere per lui più destabilizzante rispetto ad un bambino più cresciuto che ha già imparato a fare i conti con tali eventi ed emozioni. Quindi più che chiedersi se tale comportamento sia normale oppure no, penso sia più utile chiedersi che significato il bambino attribuisca a quell’evento e aiutarlo semplicemente ad affrontarlo.

fonte: http://www.trentoblog.it/bambini-quel-dramma-della-cosa-rotta/

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