Distorsioni cognitive e Sovrappeso come problema psicologico

 
Distorsioni cognitive e Sovrappeso come problema psicologico

Quando ci troviamo nella condizione di dover perdere peso, spesso sottovalutiamo il ruolo giocato da credenze distorte e pensieri automatici sabotanti che interferiscono con la possibilità di credere nel nostro intento, minando la fiducia nelle nostre possibilità e la motivazione a perseguire un obiettivo. Questa è la ragione principale per cui le diete non funzionano: prescrivono un elenco di “cibi consentiti”, ma non si occupano dell’aspetto psicologico e comportamentale del problema, che invece è la causa primaria di recidive nell’aumento di peso e di distorsioni cognitive sabotanti, tanto più radicate quanto più abbiamo registrato precedenti fallimenti.

Tra i fattori comportamentali che portano a recidive, citiamo ad esempio le restrizioni dietetiche che portano alla perdita di controllo: più mi vieto un determinato tipo di cibo, considerato “ingrassante”, più finisco per desiderarlo. Qui si innescano i fattori psicologici: la perdita del controllo, lo “sgarro” alla dieta porta con sé sensi di colpa, frustrazioni, giudizi di incapacità e di mancanza di forza di volontà e, infine, un mesto ritorno alle abitudini alimentari precedenti, con uno stato d’animo peggiore di quando avevamo iniziato la dieta.

Distorsioni cognitive e Sovrappeso come problema psicologicoIl risultato è un nuovo aumento di peso, a volte anche maggiore di quello di partenza (Sindrome dello yo-yo). Questo meccanismo, che nella vita di una persona può essere ripetuto anche più volte in un anno, nel lungo termine rallenta il metabolismo causando una perdita di peso sempre più lenta e difficile, portando conseguenze negative sul benessere non solo fisico, ma anche mentale. Inoltre, la persona precipita in una spirale di pensieri negativi e sensi di colpa che non può in nessun modo venire sbloccata dalla prescrizione di una nuova dieta.

Vediamo, nel dettaglio, i più comuni errori di pensiero che sabotano un sano progetto di dimagrimento.

Quando proviamo un’emozione, essa è solitamente preceduta da alcuni pensieri. Questi possono contenere alcuni errori, definiti da A. Beck (2013) “distorsioni cognitive”.

Comprenderle ed imparare a metterle in discussione è fondamentale per la persona che vuole perdere peso. Le distorsioni cognitive, infatti, alterano la nostra capacità di focalizzarci su un obiettivo e di far leva su capacità e risorse interne. Si finisce così per darsi per vinti in partenza, auto-determinando la sconfitta.

Alcuni esempi sono:

  1. Pensiero dicotomico, “tutto o nulla”: anziché analizzare la situazione nel suo complesso, la scomponiamo in soli due elementi contrapposti. Ad esempio: “Se non riesco a dimagrire, sono un fallito”.

  2. Pensiero catastrofico: partiamo dal presupposto che le cose andranno certamente male. “Come sempre, non riuscirò a perdere peso”.

  3. Ragionamento emotivo: pensiamo che un qualcosa sia incontrovertibilmente vero, solo perché crediamo o “sentiamo” lo sia. “Sento che anche stavolta sarà un insuccesso”, svalutando tutto ciò che potrebbe sostenere il contrario.

  4. Filtro mentale: consideriamo un solo dettaglio negativo, che finisce per offuscare tutto l’insieme. “Ho mangiato un cioccolatino: ho rovinato tutto ormai, è inutile stare a dieta”.

  5. Lettura del pensiero: riteniamo di comprendere perfettamente cosa l’altro pensa di noi: “Anche se dice di sostenermi, so che il mio compagno mi disprezza perché sono sovrappeso” oppure “la mia amica mi ha invitata a cena, devo mangiare tutto quello che mi offre, altrimenti ci resta male”.

  6. Ipergeneralizzazione: traiamo conclusioni definitive senza considerare altri elementi, determinando una sorta di condanna. “Non dimagrirò mai”, “Sono semplicemente incapace di perdere peso”, “Sono una causa persa”.

  7. Personalizzazione: ci sentiamo in colpa se gli altri si comportano negativamente, come fosse sempre a causa nostra “Se non mi aiutano è perché non lo merito”.

Per capire se i nostri pensieri contengono credenze e convinzioni dannose per il nostro percorso di dimagrimento, possiamo imparare a metterli in discussione ponendoci alcuni interrogativi:

  • Quali sono le evidenze che confermano il mio pensiero?
  • C’è qualche prova contraria ai miei pensieri, riguardo questa situazione?
  • Ci sono modalità alternative per interpretare questa situazione?
  • Se non fossi sovrappeso, potrei leggere questo evento in modo diverso?
  • Come posso essere sicuro/a che la mia interpretazione della situazione sia corretta?
  • Esistono sono dei fatti che sto trascurando o ignorando, nell’analisi della situazione?
  • La stessa situazione potrebbe essere interpretata in modo diverso da un’altra persona?
  • Quanto sono realistici i miei pensieri, credenze e aspettative?

Imparare a guardare al sovrappeso come ad un problema psicologico è il primo passo verso un percorso di cambiamento sano, graduale, in linea con il proprio essere e sentire. Teniamolo a mente: “Un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo” (Lao Tze).

fonte: https://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-alimentazione/613-psicologia-sovrappeso

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