Paura di essere rifiutati: come imparare ad accettarla e superarla

rifiuto

Se in ogni circostanza non rapporterai la tua azione al fine secondo natura, ma, nella scelta o nel rifiuto, ti indirizzerai ad altro fine, le tue azioni non saranno in coerenza con le tue parole. Epicuro

Il rifiuto è considerato uno dei maggiori danni emotivi che una persona possa soffrire: ma perchè fa così male? Perchè il rifiuto ci fa sentire una sensazione così sgradevole e a volte devastante? Quali sono le cause della paura del rifiuto?

Come nasce la paura del rifiuto

Molte sono le persone che soffrono di “paura di essere rifiutate” e, per difendersi da questo dramma interiore finiscono per rifiutare sé stesse e gli altri, senza essere minimamente consapevoli dei comportamenti e del ruolo che giocano nella dinamica e nel favorire certi tipi di situazione. Chiaro che l’atteggiamento “rifiutante” nasce dall’aver sperimentato il rifiuto più e più volte nella vita, ma il vero problema è che questo ha strutturato una serie di meccanismi di difesa che comportano una fuga e una chiusura di fronte a qualsiasi persona che potrebbe offrire comprensione e affetto. Una sorta di circolo vizioso, come del resto lo sono tutte le dinamiche psicologiche.

Cosa comporta l’essere rifiutati?

L’essere stati respinti comporta il non fidarsi mai di sé stessi e, di conseguenza, degli altri e produce il bisogno – del tutto inconsapevole – di respingere proprio quelle persone che potrebbero avvicinare il soggetto al “cuore del problema”. Infatti, l’essersi sentiti “rifiutati”, ha colpito in profondità il diritto di “esistere” e ha prodotto un costante senso di inadeguatezza che si manifesta proprio sotto il profilo del sentimento e del valore personale.

Il rifiuto come meccanismo di difesa

Queste persone hanno imparato a compensare “facendo molte cose” sentendosi così utili ed efficienti in modo da essere accettati in quanto “capaci e abili”; tutto il resto è rimasto praticamente allo stadio infantile e, l’inadeguatezza sul piano sentimentale, continua ad alimentare il senso di disagio e il ritiro in sé stessi, cosa che non solo non favorisce il contatto con gli altri ma, è finalizzata a tenere distante da sé proprio chi vorrebbe entrare in relazione profonda perché fornirebbe l’opportunità di contattare il “problema” .

Infatti, il meccanismo di difesa è altamente sofisticato: per evitare di andare a toccare quel nucleo rimasto fragile e sofferente, la psiche si organizza per selezionare ed attrarre proprio le persone che rifiuteranno e che non creeranno quindi il problema di affrontare il proprio “rifiuto personale”. In questo modo la sofferenza è praticamente continua ma, nell’inconscio del soggetto, è comunque considerata sopportabile rispetto a quanto si pensa che si dovrebbe soffrire se si arrivasse veramente al punto critico che comprende il “non accettarsi, il non piacersi e il non amarsi”.

Sentirsi rifiutati, la maschera caratteriale

Questi soggetti, quando si trovano di fronte a qualcuno che li accetta e li ama, devono confrontarsi con sé stessi e superare il senso di soffocamento che sperimentano: hanno un’enorme fame di affetto, ma temono di ammettere questo bisogno e, il sintomo del soffocamento manifesta e materializza appieno il conflitto che hanno all’interno.

Le persone che sono state rifiutate finiscono per sentirsi sempre a disagio e sviluppano, anche fisicamente, un corpo minuto che non occupi troppo spazio: sono quindi “ritirate e chiuse”, hanno le spalle curve e portate in avanti e, proprio da questa postura, si nota la loro “maschera caratteriale” che copre la sensazione di “non esistere e di non disturbare”.

Queste persone hanno bisogno di imparare a credere in sé stesse, ad affermare i loro bisogni e a sostenere le loro potenzialità e capacità. Per ottenere questo devono permettersi di essere avvicinate in modo da avvicinarsi alla loro ferita infantile fino al punto da accettarla.. solo allora sarà possibile ritrovare il contatto con il mondo delle emozioni che è stato completamente tagliato fuori da quello della ragione e dell’istinto.

Sono persone che si sono sentite sole e che, per questo, cercano inconsciamente sempre quell’isolamento e quella solitudine che, in realtà è al loro interno più che all’esterno. Hanno bisogno di recuperare il contatto con il “bambino ferito” che ancora piange e cerca consolazione.

Per approfondimento leggi l’articolo “Le 5 ferite infantili con le rispettive maschere caratteriali”

Le reazioni più comuni al rifiuto

Ondate di rabbia

La rabbia è una delle reazioni più comuni al rifiuto. Infatti, di solito è la prima risposta, una reazione automatica. Un rifiuto potrebbe sconvolgere i nostri piani e questo non ci piace, di conseguenza ci arrabbiamo. Ma questa rabbia non è temporanea come potremmo pensare. Diversi studi hanno dimostrato che, dopo un rifiuto, la rabbia rimane, solo che viene diretta verso le persone che ci circondano. Pertanto, senza rendercene conto, possiamo reagire in modo eccessivo ad un commento banale da parte di un’altra persona anche ore dopo il rifiuto.

Senso di colpa

Il senso di colpa di solito appare in un secondo momento, quando riflettiamo su quanto accaduto e, invece di assumerci solo la parte di responsabilità che ci compete, ci sentiamo in colpa per quello che è successo. La situazione più comune è che reagiamo con rabbia, perdiamo il controllo e, più tardi, ci sentiamo in colpa. In seguito facciamo una lista mentale di tutti i nostri errori e ci puniamo per questi.

Ossessione malsana

In alcuni casi il rifiuto causa una vera e propria ossessione. In sostanza, ciò che ci è stato negato si trasforma nel “frutto proibito” che vogliamo a tutti i costi, per il quale siamo anche disposti a sacrificare il nostro equilibrio psicologico. Accade spesso quando una persona viene respinta da qualcuno che ama.

Ovviamente, nessuna di queste reazioni è positiva, tutte ci introducono in un circolo vizioso di emozioni e comportamenti negativi. Infatti, il rifiuto colpisce la nostra capacità di concentrazione, come un mal di denti. Infatti, alcuni psicologi della Case Western Reserve University, hanno scoperto che pensare semplicemente a una situazione in cui siamo stati respinti risveglia molte emozioni negative ed è così destabilizzante che il nostro quoziente d’intelligenza diminuisce addirittura del 30%.

fonte: http://psicoadvisor.com/paura-di-essere-rifiutati-come-imparare-ad-accettarla-e-superarla-947.html

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