Riconoscere e accettare le emozioni dei propri figli e accompagnarli nella crescita

Non molto tempo fa un mio amico infermiere di pronto soccorso mi raccontava che molti neogenitori, a tarda sera del giorno delle dimissioni dal reparto maternità, arrivano al pronto soccorso con il loro cucciolo urlante tra le braccia chiedendo disperati aiuto: “Non riusciamo a farlo smettere”. Non tornano chiedendo aiuto su come cambiargli il pannolino o allattarlo, per quello bastano le istruzioni che hanno ricevuto in pochi giorni da una brava ostetrica. Sono disperati e spaventati perché non sanno come gestire l’espressione più autentica e spontanea (e scontata) dell’emozioni del bambino: il pianto. Il-linguaggio-del-cuore_590-0762-3Quando ho letto il libro uscito da poco di Claudia Perdighe, “Il linguaggio del cuore” (edito dalla Erickson), mi è venuta l’idea di chiamare il mio amico infermiere: finalmente una guida per gestire le emozioni del cucciolo umano! Perché ciò che rende così difficile il mestiere di genitore è in gran parte dovuto alla natura emotiva del bambino e del genitore stesso. Il fatto che i genitori in quanto esseri umani siano emotivi a loro volta e quindi possiedano le emozioni, le esperiscano continuamente non rende per niente scontato che le sappiano riconoscere, accettare e gestire funzionalmente nel loro cucciolo. Anche perché i neogenitori sono alle prese con una serie di proprie emozioni forti, a volte impreviste e non desiderate (perché negative) che il diventare genitori scatena dentro. Ed ecco che il libro della Perdighe, psicoterapeuta e mamma, viene finalmente in soccorso ai genitori alle prese con il bambino e lo fa non dimenticando in nessun momento la testa e la pancia non solo dei genitori che immediatamente possono sentirsi aiutati dalla lettura ma anche quelle dei genitori che leggendo potrebbero sentirsi colpevoli o inadeguati, arrabbiati, pieni di vergogna e di paura o molto tristi. Attraverso l’ausilio della psicoterapia cognitivo-comportamentale, e in particolare della Acceptance and Commitment Therapy, di numerosi esempi pratici e scene tratte dalla vita di tutti i giorni, l’autrice accompagna i genitori nel riconoscimento, nell’accettazione e nella gestione impegnata dell’esperienze emotive proprie e del bambino nel suo percorso di crescita. In questo modo il bambino non è costretto a rinunciare al proprio diritto di fare le sue esperienze e alla propria libertà di vivere tutte le emozioni, anche quelle di frustrazione e di dolore, e i genitori non sono costretti a rinunciare a educarlo secondo i propri principi e valori.

fonte: http://cognitivismo.com/2015/02/11/riconoscere-e-accettare-le-emozioni-dei-propri-figli-e-accompagnarli-nella-crescita/

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