Le 5 fasi della separazione

lutto

Le fasi del lutto e il dolore connesso all’addio alle persone care sono universali e sono vissute allo stesso modo da tutte le persone, indipendentemente dall’ambiente e dal ceto sociale.

Ci sono cinque fasi nell’elaborazione del lutto esposte per la prima volta da Elisabeth Kubler-Ross, nel 1969, con il suo libro “On Death and Dying”.

Non tutti hanno la capacità o la possibilità di elaborare tutte le fasi che, d’altra parte, non seguono un ordine specifico.
Ciascuno poi, le vive con diversi gradi di intensità e di coinvolgimento emotivo.

Spesso capita di “muoversi” disordinatamente tra le varie fasi prima di elaborare completamente il distacco che il lutto provoca e questo disordine può avere durate variabili ed essere vissuto con diversi livelli di intensità, di dolore, di partecipazione emotiva.

Seguire le fasi, così come esposte dalla Kubler-Ross, può essere una guida per orientarsi e capire i momenti che si stanno attraversando più che un percorso obbligato da effettuare rigidamente.

Allo stesso modo non bisogna pensare che le differenze tra i sessi possano influenzare in un modo o nell’altro, l’elaborazione del dolore e del lutto.

Anche se alcune differenze, sopratutto nel rischio di cadere in depressione esistono: ….(…) I dati mostrano in particolare che la probabilità di una depressione è maggiore più le variazioni ormonali sono importanti, come se fossero dei momenti di fragilità in grado di incrementare la probabilità di ammalarsi di depressione.

La distinzione tracciata in termini di fattori di rischio o di vulnerabilità da attribuire alle peculiarità ormonali femminili, unitamente alla disponibilità a farsi curare, che resta tuttora inspiegabilmente ben superiore a quella maschile, non può far dire, nonostante tutto e con certezza, che la depressione della donna si distingua nel suo profilo fondamentale da quella dell’uomo”.

Ecco le diverse fasi così come descritte dlla Kubler- Ross:

1 . Negazione e isolamento

La prima reazione all’apprendimento di una malattia terminale o della morte di una persona cara è quello di negare la realtà della situazione.
Si tratta di una reazione normale per razionalizzare le emozioni travolgenti. È un meccanismo di difesa che memorizza lo shock immediato ed è anche una risposta temporanea che ci trasporta attraverso la prima ondata di dolore.

2 . Rabbia

Poiché non siamo pronti ad accettare la perdita l’emozione intensa viene espressa in termini di rabbia.
La rabbia si esprime in modo incontrollabile contro tutto e tutti, compresa la persona che ci ha appena lasciato.
Anche se razionalmente sappiamo di essere in torto, è spesso difficile non prendersela con chi ci sta causando questo dolore.

Il medico che ha diagnosticato la malattia e non è stato in grado di curarla potrebbe diventare un bersaglio perfetto. I professionisti della salute hanno a che fare con la morte ogni giorno. Questo non li rende immuni alle sofferenze dei loro pazienti o dei loro familiari.

3 . Rimorso

La normale reazione a sentimenti di impotenza e vulnerabilità è spesso una necessità di riprendere il controllo per cui ci angosciamo con i rimorsi:

  • Se solo avessimo cercato un medico prima …
  • Se solo abbiamo ottenuto un secondo parere da un altro medico …
  • Se solo avessimo cercato di essere una persona migliore verso di loro …

Queste reazioni sono una forma di difesa per proteggere noi stessi dalla dolorosa realtà.

4 . Depressione

Due tipi di depressione sono associati al lutto. La prima è una reazione alle implicazioni pratiche relative alla perdita.
Tristezza e rammarico predominano questo tipo di depressione. Ci preoccupiamo per le conseguenze pratiche, l’organizzazione del funerale, i costi, le modalità di sepoltura.

In questa fase è importante non restare soli ed avere l’appoggio di qualcuno che, occupandosi delle questioni pratiche, ci faccia sentire protetti. Il secondo tipo di depressione è più sottile e, in un certo senso, più privata . E’ il modo con cui ciascuno di noi vive il momento della separazione, dell’addio.

5 . Accettazione

Il raggiungimento di questa fase del lutto è come un dono e, purtroppo, non è concesso a tutti. La morte può essere improvvisa e inaspettata e potremmo non superare mai la fase di rabbia e quella della negazione. Questa fase è caratterizzata da tranquillità e solitudine.

E’ certamente vissuta con tristezza ma non deve essere scambiata per depressione. Affrontare la separazione definitiva è un’esperienza dolorosa e profondamente personale. La cosa migliore da fare non è combattere il dolore ma lasciare che scorra su di noi ed accettare l’aiuto ed il conforto di coloro che ci sono più vicini.

fonte: http://benessere.pazienti.it/2014/05/19/le-5-fasi-della-separazione/

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