Dubbi sulla relazione: leggittimi o ossessioni?


Un dubbio ossessivo molto comune, che spesso coincide con un pensiero intrusivo e continuo (chiodo fisso), è l’infinito sforzo di stabilire se la propria relazione sentimentale è autentica e se vale la pena continuarla. Lo/la amo veramente? Lei/lui è sufficientemente attraente? Sono compatibile con il mio partner? E infine, visto che potrei essere gay, dovrei forse lasciarlo/la?

Per la maggior parte dei dockers è facile individuare l’assurdità del contenuto delle proprie ossessioni: sia i professionisti che i “laici” sono perfettamente in grado di riconoscere l’irrazionalità della paura di contrarre l’aids toccando la maniglia di una porta.

Ma le dolorose ed ossessive domande legate alla propria relazione sentimentale non sempre vengono associate ad un doc, perché questi due dubbi sembrano legittimi e vengono spesso intesi come tali.

Forse la mia sofferenza è la naturale conseguenza del reale fondamento di questi problemi, in fondo non è normale sentirsi pieni di angoscia e di sofferenza quando si pensa di lasciare il proprio partner? Non succede a tutti di sentirsi tormentati e in colpa rendendosi conto di restare con il proprio partner per i motivi sbagliati?

Un fattore che potrebbe essere discriminante nel distinguere l’ossessione dal legittimo conflitto è quello di sentire la necessità impellente e angosciante di ottenere una immediata, assoluta , e incontrovertibile soluzione a queste domande.

Le persone con questa ossessione inoltre, analizzano all’infinito le qualità che per loro e per la società dovrebbe avere una perfetta relazione sentimentale.

La maggior parte di questi ossessivi si focalizza su cercare di capire i propri sentimenti, cosa sentono. L’ossessione di mettere sotto la lente del microscopio i sentimenti, poi, può avere ad oggetto anche l’amore per i bambini, per i genitori persino per Dio.

Così come non possiamo provare con assoluta certezza che non si possa prendere l’aids dalla maniglia di una porta, allo stesso modo non esiste una prova che queste questioni siano vere o no.

Non c’è alcun modo di provare con assoluta certezza che non stiamo commettendo un errore grave nel trattare queste questioni come sintomi di un disturbo d’ansia quando ci sarebbe bisogno di una terapia di coppia.

Quando un ossessivo con questa ossessione si sforza di saggiare le proprie reazioni emotive per giustificare il proprio livello di coinvolgimento nella coppia la reazione più comune, per assurdo, è quella di non sentire nulla o di sentire solo ansia.

Anche durante i momenti più intimi, quando più ci si aspetterebbe di sentire il coinvolgimento, appena si comincia a sentire qualcosa… ecco che l’ossessione si insinua facendo venire meno questa sensazione.

Se si tenta di analizzare il proprio livello di eccitazione (per dimostrare che se c’è una chiara risposta fisica allora quella persona è la persona giusta), ne deriva la paradossale esperienza di perderlo immediatamente.

La verità è che non c’è nessuna prova o test per giustificare la decisione di continuare una relazione.

Le infinite variabili che giustificano la continuazione di una relazione di coppia sono troppo complesse per creare un modello che possa essere usato da chi ha bisogno di una guida. Conseguentemente rimaniamo con la nozione di “scelta ingiustificata”, poiché non è possibile concettualizzare attraverso infinite ruminazioni mentali perché si sceglie di rimanere insieme ad una determinata persona. Si sceglie e basta.

La maggior parte delle persone con questo doc ammettono di essere dolorosamente consci della natura irrazionale delle loro paure, sebbene questa consapevolezza sia inferiore tra le persone con la tendenza a giustificare la propria relazione, che, vittime della concezione romantica dell’amore inculcata dalla società occidentale, non riescono a capire e ad accettare che, restando con la stessa persona a lungo, si tende a creare un “effetto abitudine” che fa spegnere i giochi d’artificio iniziali.

Le persone con questa ossessione in genere sono più perfezioniste nella loro filosofia di vita che tutti gli altri pazienti affetti da doc. Questa tendenza al perfezionismo li porta a credere che la risposta ad alcune questioni basilari proverà definitivamente se il proprio partner è quello giusto.

Credere nell’esistenza di un anima gemella può provocare nell’ossessivo la convinzione che la persona con cui si sta debba essere compatibile con lui in tutto e per tutto in ogni aspetto, differenze minime, che in qualunque altra storia potrebbero essere considerate come normali, diventano punti critici che causano liti.

Le persone con questa ossessione in genere sono più perfezioniste nella loro filosofia di vita che tutti gli altri pazienti affetti da doc. Questa tendenza al perfezionismo li porta a credere che la risposta ad alcune questioni basilari proverà definitivamente se il proprio partner è quello giusto.

Esempi di domande più comuni sono “lo amo?”, “è giusto per me?”, “e’ ragionevole pensare che potrei trovare un altro che vada bene come lui, ma che non lasci alzata la tazza del water?”.

La mente del paziente che soffre di doc cerca così disperatamente una risposta che è impossibile semplicemente mettersi a guardare il partner. Nello strenuo tentativo di trovare una ragione per restare insieme a qualcuno, la mente dell’ossessivo si comporta come una lente di ingrandimento di un microscopio potentissimo e la generale sensazione di soddisfazione viene sostituita dalla focalizzazione su dettagli minimi. D’altronde, i sentimenti di soddisfazione e di felicità normalmente vengono spontanei nel corso di un rapporto di amore, ma fino a quando non li si cerca attivamente, nello sforzo di avere una risposta definitiva.

L’affermazione del disperato bisogno di misurare l’intensità e il grado di impegno nella relazione può portare alla decisione di interrompere la propria relazione nel tentativo di interrompere l’infinita angoscia e le ruminazioni senza fine.

La tentazione costante di un ossessivo “circa la sua relazione sentimentale” è quella di andare a scoprire che pace proverebbe se lasciasse il suo partner. Generalmente queste persone pensano che le loro infinite ruminazioni significhino che c’è qualcosa che non va nella loro relazione.

Al contrario la maggior parte di queste storie è eccezionalmente sana. Questo spiega anche perché molti rimangono innamorati nonostante i dubbi del loro partner.

La scelta di sposarsi nonostante i dubbi è spesso fatta per porre la parola fine all’incertezza.

Il motivo è che si pensa che una volta sposati, l’assillante questione sarà chiusa definitivamente.

Sfortunatamente né il matrimonio né la separazione fanno finire la sofferenza.

L’affermazione “l’assenza accresce il desiderio” è più che mai appropriata in questi casi. Normalmente quando qualcuno sente l’urgenza di farla finita , la consapevolezza di quanto si ha perso ritorna ad oltranza.

Le persone con questa ossessione che hanno deciso, per liberarsene, di lasciarsi spesso ruminano chiedendosi se hanno fatto una scelta giusta. Tra l’altro, appena finita la storia sentimentale, la mente diventa molto selettiva e si concentra solo sui ricordi positivi, allontanando quelli negativi. Lo sconforto associato al bisogno di avere una risposta a riguardo è tremendo.

Quando si parla di doc l’intensità del dubbio è amplificata dal tormento. Persone che, seguendo la ragione, sono perfettamente consce che la loro storia d’amore è veramente finita, possono ancora passare ore a rimuginare se è il caso di cercare di recuperarla o no. Quando è presente questa componente dell’ossessione, il naturale effetto curativo del tempo tende ad essere eliminato.

La giustificazione più comune usata dagli ossessivi per spiegare la fine di una relazione che di base era buona, è quella di aver provato un’assoluta mancanza di sentimenti di desiderio e amore sia quando erano che quando non erano col partner.

Non provando certe sensazioni, essi sono arrivati ad interpretare questa esperienza (ansia, depersonalizzazione, derealizzazione) come una sconfortante apatia e senso di vuoto.

Queste persone spesso provano a capire se stando con un altro provano qualcosa.

Essere coscienti del fatto che in tutte le relazioni, anche in quelle sane, prima o poi può accadere di trovare attraente qualcun altro è un importante base da cui partire.

Una ragione possibile per la diffusione di questa ossessione è la comune convinzione nella nostra società che uno si debba “sentire” innamorato.

Per il resto, consiglio di affidarsi all’intervento di uno psicologo competente in disturbi d’ansia ed ossessivo-compulsivi, e nei casi medio/gravi anche ad uno psichiatra.

fonte: http://rolandociofi.blogspot.it/2015/02/dubbi-sulla-relazione-leggittimi-o.html
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