GESTIRE LA RABBIA

c038b-stalking-femminile_280x0-111x200Cos’è la rabbia da dove viene e a cosa serve?

Innanzitutto, si tratta di una reazione spesso improvvisa  che si manifesta con parole e atti di violenza.

È un’emozione perché tende a non durare nel tempo.

A volte, si trasforma in sentimento e diventa rancore.

Si esprime con tensione crescente che sentiamo il bisogno di scaricare in fretta per sentirci meglio.

Esistono due tipologie di rabbia.

Per alcuni di noi la rabbia si manifesta in maniera furiosa e immediata, a volte incontrollabile, la esprimiamo urlando e usando parole dure e offensive.

Per altri, invece, la rabbia è uno stato d’animo difficile da ammettere e non c’è modo di manifestarla apertamente.

In questi casi tratteniamo e reprimiamo la rabbia.

Tuttavia, la scarichiamo diversamente attraverso il sarcasmo, il fare polemica o con l’ irritazione e l’ impazienza.

Entrambe le modalità sono sbagliate e soprattutto portano a conseguenze negative.

Secondo lo psicologo statunitense Albert Ellis vi sono due principali tipologie di rabbia:

·        Rabbia Esplosiva e Disinibita

E’ vero che è importante poter esprimere la propria rabbia.

Tuttavia, quasi sempre cedere ai nostri impulsi ostili senza controllo, scaricando sull’altro la tensione, non è utile e tanto meno benefico.

Spesso l’espressione esplosiva della rabbia può portare alla distruzione dei rapporti.

·        Rabbia Implosiva e Inibita

Quando la rabbia è trattenuta a lungo può essere deleterio sia per la chiarezza dei rapporti, che per la propria salute.

La cosa importante è codificare alcune regole di comportamento e poter destinare  spazi e tempo adeguati per consentire lo sfogo ragionato di questa emozione.

La rabbia è uno strumento di sopravvivenza, una fonte di energia.

E’ una reazione primordiale di attacco – fuga e si radica nei fondamentali meccanismi psico-biologici della sopravvivenza.

Disturba il nostro stato di equilibrio e ci avvisa di qualche minaccia per consentirci di attaccare e/o di fuggire da questa.

L’espressione della rabbia è molto soggettiva, infatti ad un avvenimento esterno irritante alcuni reagiscono con relativa calma e altri con aggressività immediata.

Questo è dovuto alla personale esperienza di sviluppo.
Infatti, nello sviluppo dell’individuo si costituisce internamente la cosiddetta mappa cognitiva con una serie di indicatori meno consapevoli, che sono definiti fattori inconsci.

Secondo lo psicoanalista inglese John Bowlby sono tre gli elementi fondamentali di risposta quando il bambino è momentaneamente abbandonato: la protesta, la disperazione, il distacco.

E sempre seguendo Bowlby possiamo comprendere come la protesta sia attinente alla emozione della rabbia.

Se nel nostro sviluppo siamo stati segnati da molti eventi primari di abbandono, da adulti risulteremo più sensibili a quei comportamenti, anche simbolicamente, che possono rievocare la nostra sofferenza primaria di abbandono.

Ecco perché la rabbia spesso nasce da fonti interne.

La rabbia è un’emozione che stimola molta energia, ma il più delle volte non trova collegamento con un processo cognitivo consapevole.

Quali sono i fattori che determinano l’esplosione della rabbia?

L’ Ansia in primo luogo, poi la negazione delle emozioni, il risentimento verso gli altri, la Depressione e il  senso di inadeguatezza.

Anche la scarsa fiducia in sé stessi e negli altri, la solitudine e i problemi relazionali determinano l’insorgere della rabbia.

 LA RABBIA SI PUO’ CONTROLLARE E GESTIRE 

 Il controllo e la gestione della rabbia è fondamentale per il proprio e l’altrui benessere.

Bisogna solo cercare dentro di noi la spinta a volerlo fare.

I processi di gestione della rabbia hanno a che fare con l’autocontrollo e possono essere di due tipi.

Si possono applicare simultaneamente:

  • tecniche di rilassamento e respiratorie per sviluppare consapevolezza e autodisciplina
  • osservare i propri pensieri e apprendere strategie per modificarli.

Alcune Strategie utili per gestire la rabbia

Quando la rabbia riguarda noi, per prima cosa, cerchiamo di capire veramente perché siamo arrabbiati.

Poi poniamoci delle domande:

– In questo momento è realisticamente giustificabile la mia rabbia?

– Che significati sto attribuendo alla situazione?

– Cosa ci guadagnerò arrabbiandomi e cosa mi costerà?

– Quali altri modi posso utilizzare per ottenere quello che cerco?

Quando la rabbia riguarda l’altro, potrebbe essere utile:

– Fare chiarezza sul problema

– Cercare di tranquillizzare l’altro

– Utilizzare l’energia per la soluzione del problema

– Utilizzare una pianificazione per trovare momenti e luoghi di sfogo

fonte: http://www.vicenzapsicologia.it/gestire-la-rabbia.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...