Il gioco e i giocattoli. Come giocare con i propri figli e perchè.

Day 100 - Orange Toy (CC BY 2.0) by DaGoaty

Il gioco svolge per ogni bambino una funzione essenziale nello sviluppo della sua personalità ed è il modo più semplice e diretto per entrare in comunicazione con lui.

Questo articolo spiega l’importanza del gioco, le difficoltà che potrebbe avere il bambino adottivo in proposito ed il ruolo di aiuto e incoraggiamento che possono e devono esercitare i genitori.

Attraverso il gioco il bambino arricchisce la sua conoscenza del mondo, impara a conoscersi e a prendere contatto con il suo mondo interiore, esprime se stesso, impara a tollerare vissuti ed emozioni, ad accettarne il carattere spesso ambivalente, a capire come gestirle e a non farsi spaventare da esse.

Il bambino non è in grado di spiegare agli altri e a se stesso ciò che prova. Giocando, egli costruisce scenari immaginari, li popola di personaggi che rappresentano varie espressioni di sé.  Così il bambino che gioca con i suoi eroi preferiti, affronta la sua aggressività e impara a gestirla e la bambina che accudisce la bambola o la sgrida per qualche marachella rivive le emozioni sperimentate nel rapporto con i genitori.

Giocando, il bambino non mette in scena gli episodi in sé, ma li rivive con la risonanza emotiva che questi episodi hanno scatenato in lui. Il genitore che osserva il gioco del figlio può aiutarlo a sdrammatizzare i suoi vissuti e a inserire l’avvenimento in un contesto rassicurante e accettabile. Può, per esempio, con attenzione e delicatezza per non invadere troppo lo spazio del figlio, entrare nel gioco facendo la parte di una terza persona (la nonna, una zia, ma mai se stesso!), che lo aiuti ad accettare le emozioni che sta inscenando e che in questo modo lo rassicuri.

L’importanza della figura dei genitori nel gioco del bambino.
Il bambino impara a costruire il gioco se può usufruire della presenza amorevole di un adulto che gioca con lui. Il gioco, infatti, si sviluppa nell’essere umano come il linguaggio: un sordo, pur avendone le capacità, non riuscirà a parlare, esattamente come un bambino che non ha mai goduto della figura di un adulto significativo non imparerà a giocare.

l bambini adottati, per esempio, spesso, non hanno avuto accanto a sé persone che gli hanno insegnato a giocare. Hanno ricevuto scarse stimolazioni, non sanno utilizzare la fantasia e l’immaginazione e fanno spesso giochi ripetitivi e monotoni (possono trascorrere ore aprendo e chiudendo un cassetto o una scatola). Nella famiglia che lo accoglierà, avrà bisogno di recuperare il tempo perduto e lasciarsi andare, fidandosi, del proprio mondo interiore e delle proprie fantasie. Attraverso il gioco libero e la sicurezza che l’adulto gli trasmette, il bambino può imparare a prendere contatto con se stesso esprimendo i suoi sentimenti e mettere le basi per costruire una relazione fiduciosa con gli adulti.

I genitori che giocano e scherzano con il loro bambino gli forniscono insegnamenti fondamentali per la sua crescita e il suo sviluppo. L’adulto dà sicurezza, permette al figlio di avvicinarsi alle parti più intime di se stesso e di dare un nome alle sue emozioni, aiutandolo a non averne paura e ad affrontarle. Il bambino, con l’aiuto del genitore che accoglie e dà voce ai desideri, alle paure, ai timori, alle gioie del figlio, che accetta come legittime le sue emozioni e gliele restituisce verbalizzandole, impara a comprenderle, ad accettarle, a sopportarle e a comunicarle agli altri. Acquisisce inoltre la sicurezza di essere importante per i suoi genitori e del valore che il gioco e le sue attività hanno per loro. Attraverso gli innumerevoli momenti trascorsi insieme, consolida la certezza che il gioco ha un valore e perciò si sente legittimato a continuare anche da solo. I genitori che giocano con i loro figli insegnano al bambino nuovi collegamenti e nuove possibilità, dando legittimità alla creatività e favorendo lo sviluppo dell’immaginazione e della fantasia.

E’ bene sapere che per un bambino tutto può avere il sapore del gioco:  abbracci, manipolazioni, scherzi, racconti….. Non è necessario inventare sempre e solo momenti strutturati, per insegnare al bambino a giocare: il momento del pranzo, il bagno, la passeggiata in un bosco con la mamma e il papà, un film visto insieme e commentato, se svolti in un clima sereno, allegro e comunicativo, hanno, come momenti di gioco, la funzione di crescita e costruzione della sua personalità. E’ importante che il genitore si lasci coinvolgere dal gioco del bambino, permettendogli di decidere e di scegliere come giocare e lasciandosi guidare dai desideri e dalle attività del figlio.

Giocattoli
I bambini piccoli conoscono il mondo toccandolo. Per questo quando sono piccoli, hanno bisogno di giochi semplici e non strutturati: gomitoli di lana, oggetti di uso comune, palline, pezzi di stoffa, carte colorate, chiavi, animaletti, bambolotti, camion, borsellini. Il fatto stesso di manipolare un oggetto è per un bambino un gioco. La mamma o il papà possono stargli accanto nominandoli e descrivendoli, per esempio  dicendo “E’ una palla verde, vedi come rotola…”. Gli oggetti, i giocattoli e i giochi iniziano infatti ad avere un senso per il bambino dal momento in cui sono inseriti in un contesto di relazione con un genitore o con un adulto che si occupi di lui.

Fino ai cinque anni un bambino si diverte molto con giochi di costruzione e con tutto ciò che può montare e ricostruire: pupazzi trasformabili e smontabili, lego, costruzioni di legno, puzzle ma anche marionette. Sia un maschio che una femmina, avrebbero bisogno di avere macchinine, palloni da gonfiare, palle di gomma, bambolotti.

Per quanto riguarda la scelta dei giocattoli, andate un giorno con lui in un negozio di giocattoli, in un orario in cui non ci siano molti clienti e osservatelo mentre gira fra gli scaffali, per capire cosa gli piace davvero, su cosa si sofferma. Non intervenite, non commentate e non consigliatelo. Dapprima sarà confuso, cercherà di toccare tutto e girerà per il negozio come se si trovasse nel paese del Bengodi, poi mano a mano sarà attirato da quello che più gli piace.

L’acqua
I giochi d’acqua hanno un eccezionale potere calmante per i bambini. Fategli indossare un grembiule di plastica, mettete in un luogo della casa, dove non vi preoccupi un po’ d’acqua per terra, una bacinella piena d’acqua con un telo sotto, metteteci barchette, pupazzetti, imbuti, bicchieri di plastica e pazienza se si bagnano o ne rovesciano un po’. Questo tipo di gioco potrebbe durare ore e potrebbe avere un effetto miracoloso.

I giochi aggressivi
I bambini spesso mettono in scena giochi aggressivi che talvolta i genitori cercano di scoraggiare. E’ bene che i genitori sappiano che per un bambino affrontare le sue pulsioni aggressive è una necessità e che questo lo aiuterà col tempo a saperle gestire e  a non averne paura. Impedire ai propri figli di sperimentare questo tipo di giochi non neutralizza i sentimenti di rabbia che essi cercano di esprimere, ma rendono tali sentimenti proibiti e colpevoli.

Osservate vostro figlio quando gioca.
E’ importante per l’adulto osservare il gioco del bambino, perché attraverso di esso si può comprendere molto del suo vissuto e delle sue emozioni. Il bambino attraverso il gioco manifesta i suoi disagi, il suo bisogno di attenzione e di affetto, le difficoltà di relazione con i compagni, la modalità che utilizza per affrontare i problemi.

Consigli in pillole per giocare meglio.
– Giocate con i vostri figli con gioia.
Il gioco non deve essere un dovere, ma un piacere sia per il figlio sia per il genitore. Se il bambino è adottato, è probabile che non abbia imparato il senso del gioco e che abbia avuto poche occasioni per giocare. Avrà bisogno di maggiore disponibilità e condivisione, sia per costruire la relazione con voi, sia per imparare a giocare. Ma non è gratificante giocare con una persona distratta, che continua a guardare l’orologio o la televisione. I bambini sono piccoli, ma attenti e sensibili, spesso molto più di noi!

– Qualunque gioco va bene per un bambino, basta che lui abbia voglia di farlo.
Giochi di ruolo, in cui si rappresentano episodi vissuti nella vita reale (la spesa, la visita dal medico, la scuola) o di movimento, le battaglie con i soldatini, i puzzle, i trucchi, le costruzioni, ma anche giochi in scatola  (ci sono giochi che si possono fare in due e per qualunque età), l’importante è ricordarsi che fino all’età della scuola elementare (dieci anni circa) il bambino ha bisogno nel gioco di sviluppare la fantasia, per cui è bene limitare, per esempio, il tempo destinato ai  giochi elettronici.

– Non per vincere ma per il gusto di giocare!
Il bambino impara, attraverso il gioco, a capire che la sconfitta, anche se sgradevole, è una condizione che si può accettare e con la quale si può convivere. Attraverso il gioco, il bambino impara che può farcela, nonostante le temporanee sconfitte e i primi fallimenti, capisce inoltre che se insiste,  mettendosi alla prova, alla fine ottiene il risultato sperato.

– Fiducia nei confronti di vostro figlio.
Non sostituitevi a lui mentre sta giocando. Se lo vedete in difficoltà, aspettate che sia lui a chiedervi aiuto. I bambini hanno bisogno di potersi concentrare sul gioco e di avere tempo a loro disposizione per superare gli ostacoli e raggiungere gli obiettivi. Se l’adulto interviene per aiutarlo o gli mette fretta perché consegua lo scopo, il bambino potrebbe scoraggiarsi e non avere lo stimolo per andare avanti da solo.

Ma ciò che è davvero importante è trovare dentro di sé la disponibilità a ritornare bambini, a divertirsi con i propri figli, a scoprire il piacere di stare insieme e di lasciarsi guidare, nel mondo del gioco, da loro con creatività e divertimento!

fonte: http://mariangelacorrias.wordpress.com/2013/12/09/il-gioco-e-i-giocattoli-come-giocare-con-i-propri-figli-e-perche/

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