Ipocondria: forse ho qualcosa di brutto

 

Ipocondria ansia

Hai spesso e volentieri paura di avere una grave malattia? Passi interi quarti d’ora a toccarti le ghiandole del collo, te le senti gonfie e poi esclami con sicurezza: “mi sa che ho qualcosa di brutto!”… Bhe allora è molto più probabile che tu sia una persona ipocondriaca, soffri di un disturbo chiamato ipocondria.

Una persona che soffre d’ipocondria pensa continuamente di essere gravemente malato, nonostante tutte le adeguate valutazioni mediche e le rassicurazioni sulla sua ottima salute. Una persona con ipocondria pensa  che funzioni fisiche normali come battiti del cuore, sudorazione e movimenti intestinali siano i sintomi di una grave malattia o di una condizione seria di salute. Anche piccoli disturbi, come il naso che cola, linfonodi leggermente gonfi o un piccolo mal di testa vengono subito interpretati come sintomi di qualcosa di grave; invece si sbaglia, sono i sintomi dell’ipocondria.

La persona con ipocondria utilizza frasi vaghe come:

“Mi sento le vene stanche” oppure “ho mal di fegato “. Infatti non è raro che le persone ipocondriache si concentrino su un organo in particolare, come i polmoni, il cuore o su malattie molto gravi come il cancro.  Sebbene dopo analisi accurate le loro supposizioni risultino errate, la loro ansia continua ad essere elevata e il loro desiderio di avere più attenzioni fisiche aumenta.

Non si hanno ancora numeri precisi di quanti nel Mondo soffrino d’ipocondria. Chi soffre di questo disturbo psicologico di solito vede il suo medico di Medicina Generale, piuttosto che un professionista che si occupi di salute mentale, ed è per questo che diventa difficile diagnosticare l’ipocondria come disturbo primario. Si stima che tra l’1% e il 7% della popolazione adulta dei Paesi sviluppati soffra di ipocondria. Uomini e donne soffrono d’ipocondria in misura uguale.

Ipocondria o normale paura?

Diciamolo pure, a tutti noi capita di preoccuparci di qualche dolorino e delle volte di credere che possa essere qualcosa di grave, ma questa non è ipocondria.
Chi invece si trascina questa paura per più di 6 mesi, è molto più probabile che sia affetto da ipocondria. Molti ipocondriaci soffrono di qualche altro disturbo psichiatrico o psicologico. Oltre il 60% dei pazienti ipocondriaci soffrono anche di grave depressione, attacchi di panico, di disturbo ossessivo-compulsivo , disturbo d’ansia generalizzato. Il disturbo psichiatrico di colui che soffre d’ipocondria può assumere forme particolari : se  “il malato immaginario” o i suoi finti mali vengono ridicolizzati, può avere anche importanti attacchi d’ira.

 Quanto può durare l’ipocondria?

Un individuo può soffrire d’ipocondria per mesi o addirittura per anni. Egli può avere anche lunghi periodi in cui la paura della malattia non si presenta. Gli esperti sostengono che circa il 30% dei pazienti ipocondriaci possono migliorare la loro condizione in modo significativo.
Il recupero è più probabile tra le persone con uno status socio-economico più elevato, tra coloro che non hanno un disturbo di personalità o che presentano problemi psicologici piuttosto che psichiatrici.

Quando ha inizio l’ipocondria?

Gli esperti ritengono che molti fattori giocano un ruolo nello sviluppo dell’ipocondria. L’ipocondria solitamente colpisce inizialmente le persone nella prima età adulta. Una persona può iniziare a soffrire di crisi d’ipocondria dopo essersi ripresa da una grave malattia, dopo che una persona cara o un amico si è ammalata, o dopo la morte di amici o persone care.

L’ipocondria può colpire anche chi subisce maggiore stress, o chi è facilmente influenzabile dalle malattie pubblicizzate dai media.
La maggior parte degli psicologi sostiene che le persone che sviluppano ipocondria tendono ad essere autocritiche, nevrotiche e narcisiste.
Gli attacchi d’ipocondria possono essere scatenati anche da una condizione medica di base delicata: un paziente che ha problemi cardiaci può arrivare facilmente a gravi conclusioni e reagire con attacchi d’ansia e d’ipocondria verso sensazioni  di malessere lieve.
 Gli operatori sanitari inoltre sostengono che coloro che soffrono d’ipocondria hanno una bassa soglia del dolore reagendo prima di altri anche a minime variazioni.

Ipocondria: cura e trattamento

Recenti studi hanno dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale  e la serotonina, sono efficaci nel trattamento dell’ipocondria. La terapia cognitivo-comportamentale aiuta la persona ansiosa ad affrontare e gestire i fastidiosi sintomi fisici e le preoccupazioni per la malattia. La preoccupazione ossessiva può essere ridotta se al paziente viene fornita la serotonina chiamata anche l’ormone del buon umore.
 

Fattori scatenanti dell’ ipocondria

Un elenco di tutto quello che scatena l’ansia per le malattie:

  • Cybercondria – effetto dato dalla ricerca su internet delle malattie e di conseguenza immedesimarsi e soffrire dei disturbi letti
  • La diffusione delle notizie sulle malattie data dai mass media
  • Spettacoli televisivi e pubblicità su gravi malattie, soprattutto quando le gravi malattie vengono definite come casuali, oscure e inevitabili
  • Informazioni sbagliate delle trasmissioni di rischio dai vari media
  • Le principali focolai di malattia
  • La pubblicazione delle statistiche riguardanti malattie croniche
  • Frequentare persone care malate seriamente
  • L’avvicinarsi di una morte prematura del genitore

fonte:http://www.psicosocial.it/ipocondria-forse-ho-qualcosa-di-brutto/

 
 
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