Quando l’amore finisce: uscire dalla gabbia o rimanerci dentro?

Tante relazioni giungono alla fine del loro viaggio. Spesso si tende a negare che non si ha più voglia, motivazione e amore per stare insieme all’altro e a volte ci vuole tanto tempo per arrivare a diventarne consapevoli. Vari possono essere i campanelli d’allarme a cui vengono attribuiti i significati più disparati.

Tra questi, i più importanti possono essere:

  • La noia: ci si distrae quando l’altro parla, si sbadiglia in continuazione e con difficoltà lo si ascolta.
  • Tentativi per evitare momenti di intimità: l’attività sessuale diventa sempre meno passionale e più doverosa, manca l’attrazione e si perde il piacere di stare insieme.
  • Avere la sensazione di non avere più niente da dire: ci si scorda di riferire certi particolari, non si ha voglia di condividere i fatti della giornata.
  • Provare fastidio nei confronti dell’altro: ogni cosa che l’altro fa o dice infastidisce, fa scattare momenti di nervosismo e tensione anche senza un’apparente causa.
  • Insofferenza: ogni momento passato con l’altro è vissuto pesantemente, non si sta bene in nessun contesto, si è sempre tesi e poco tolleranti.

Questi e anche altri sono i vissuti che si scatenano quando non si sta più bene nella relazione. Spesso li si gestisce con il silenzio, cercando di ignorarli pur di non dare una fine alla coppia. E se lo si fa a lungo si rischia di far passare il tempo in una situazione di totale infelicità e frustrazione.

La paura di lasciare porta ad annullarsi, a “spegnersi”, a rinunciare a prendersi cura di se perché si entra in una fase depressiva in cui ogni stimolo a migliorarsi e ad essere pieni di energia viene a mancare.

Prendono il sopravvento aspetti negativi che tolgono gli interessi verso il mondo esterno. Anche perché se li si dovesse assecondare, spingerebbero a fuggire via dalla relazione.

Ci si raccontano le scuse più disparate: dal “e’ un bravo ragazzo”, “senza di me cosa farebbe?” “abbiamo comprato casa insieme”, “come faremmo per i soldi”, “i bambini ne soffrirebbero”.

Ognuna di queste motivazioni non è altro che una sbarra della gabbia dorata nella quale ci si trova. Dorata si, ma sempre di gabbia si tratta.

Che fare? Due sono le possibilità, continuare su questa strada e far passare gli anni (che inevitabilmente vanno avanti), oppure decidere di aprire la gabbia e scappare.

Bisogna riconoscere che quei vissuti che vi ho elencato sono sintomo di mancanza di amore, esigenza di altro, di uscire dalla gabbia, appunto. A volte, pur di non farlo ci si consola con relazioni “clandestine” in modo tale da tenere l’equilibrio di casa senza creare particolari traumi e poter evadere ogni tanto.

Certo è che spaventa e dispiace, ma potrebbe dispiacere di più rinunciare alla propria vita e alla sua serenità.

Interrompere una relazione quando non c’è più l’amore è un atto di coraggio, di responsabilità e rispetto nei confronti di quella che è stata la coppia e dei suoi componenti. Anche se non facile.

fonte: http://caterinasteri.blog.tiscali.it/2014/05/19/quando-l%E2%80%99amore-finisce-uscire-dalla-gabbia-o-rimanerci-dentro/

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