Non riconosco più mio figlio!! L’adolescenza: un universo parallelo La fase adolescenziale con i suoi caratteri peculiari, ed il ruolo dei genitori.

Spesso i genitori quando i figli raggiungono l’età adolescenziale (che parte dai 13 anni circa e si conclude con i 17) scoprono repentinamente di non conoscere i loro figli. O meglio, di non ri-conoscerli più: si chiudono nella loro stanza pretendendo la loro privacy, hanno sbalzi d’umore, vivono emozioni forti e intense, iniziano ad uscire con amici e amiche (il cosiddetto gruppo dei pari), si innamorano disperatamente, utilizzano internet e cellulari in modo assiduo e fanno esperienze significative fuori casa, chiedendo sempre più libertà.

E il bambino che passava i pomeriggi giocando, facendo i compiti e richiedendo la vicinanza dei genitori non esiste più. Ha preso il posto di questo bambino un ragazzo o una ragazza con un corpo quasi adulto, che passa ore davanti allo specchio per capire se è vestito alla moda e se piacerà ai suoi coetanei, e prima di tutti a se stesso. A volte il corpo viene “segnato” con piercing e tatuaggi.

Cosa succede negli adolescenti di oggi?

L’adolescenza da sempre è una fase della vita in cui si si convive con un turbinio di emozioni connesse innanzitutto al cambiamento fisico: il corpo bambino si è trasformato più o meno gradualmente in un corpo sessuato per il quale l’adolescente prova sentimenti ambivalenti. Da un lato è un corpo da esibire e proporre ai coetanei e alla società, dall’altro è un corpo difficile da accettare e da farsi piacere del tutto, la percezione di possedere dei difetti e addirittura delle stranezze fisiche sono all’ordine del giorno. E allora è un corpo che per poter essere accettato va sperimentato. Nella società attuale gli adolescenti hanno a disposizione vestiti, tagli di capelli, tatuaggi, piercing e tanto altro allo scopo di trovare una loro identità, sia individuale che corporea. Dopotutto il fisico è la prima cosa che mette in contatto con il mondo esterno.

Ciò provoca in loro degli stati emotivi che possono spaziare dall’euforia alla tristezza più profonda, di paripasso con la percezione di sé e del proprio corpo.

Inoltre un altro elemento importante entra in gioco in questa fase: il gruppo dei pari. I coetanei e le relazioni amicali e d’amore diventano il centro della vita dell’adolescente, che usa queste relazioni anche per emanciparsi dalle figure genitoriali, nonché per confrontarsi con i suoi pari e trovare una sua collocazione nella società. Il gruppo dei pari detta le regole per potervi essere “ammesso” al suo interno, il gruppo decide cosa va bene e cosa no, cosa può provocare vergogna o stima nell’altro. Dunque il gruppo dei pari può suscitare grandi emozioni sia di gioia che di dolore.

Oggi i mezzi di comunicazione e di relazione sono in parte cambiati, se prima ci si ritrovava nei cortili e nelle piazze di quartiere, ora ci si relaziona anche solo stando seduti davanti ad un PC o un cellulare: social network come facebook permettono di giocare con la propria identità e immagine (si pubblicano e commentano fotografie proprie e degli amici), le chat e gli sms danno la possibilità di scambiarsi idee e pensieri senza esporsi eccessivamente. Emerge che gli adolescenti attuali sono impauriti e fragili. Cercano diperatamente un’identità, dapprima magari solo “virtuale”.

Si aggiungono altri fattori nella società che sono fonte di tentazione per gli adolescenti e preoccupazione per i genitori: droghe, alcol, gioco d’azzardo, ed anche il cibo (usato spesso per ingrassare/dimagrire o anche per sedare stati di ansia/vuoto). Che nella maggior parte dei casi sono fonte di sperimentazione e piacere, ma in casi estremi possono trasformarsi in vere e proprie dipendenze.

E i genitori come possono accompagnare i figli in questa fase?

Data la delicatezza del momento i genitori hanno un ruolo fondamentale per i figli, anche se a volte le continue discussioni o l’assenza di dialogo direbbero il contrario. I genitori possono appunto “camminare a fianco dei figli” monitorando cambiamenti, stati d’animo e segnali trasmessi verbalmente e non. Dialogando quando i figli ne danno la possibilità. Non dimenticandosi mai che le regole sono essenziali quanto la libertà che si concede agli adolescenti. Un po’ con l’idea che per essere liberi c’è bisogno di confini precisi, soprattutto in questo momento della vita.

Cercare di conoscere il “mondo parallelo” dei figli sia dentro che fuori casa, per quanto è fattibile.

Insomma i genitori di figli adolescenti diventano un po’ degli equilibristi, cercando di non sbilanciarsi mai né da una parte né dall’altra.

Ma possono pensare che non sono soli: esistono ormai servizi, consultori, professionisti privati che si dedicano in modo specifico agli adolescenti, e a cui si può far riferimento per qualsiasi dubbio o domanda, anche quando sembra banale.  

fonte: http://www.psicologi-italia.it/psicologia/adolescenza/1509/ruolo-dei-genitori.html

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