INTERNET E L’IDENTITA’ LIQUIDA

Il processo di costruzione ed espansione dell’identità richiede che l’individuo impari a padroneggiare e destreggiarsi in varie situazioni che gli si presenteranno durante la fanciullezza e presenteranno e ripresenteranno durante l’età adulta. Così costruirà una sua persona, che sarà rosa di diversi personaggi e ruoli, adatti alle diverse situazioni e ambienti frequentati. E questa persona porterà le proprie esperienze fattive ed emotive ad altre persone, in un processo continuo di interscambio. Ma attraverso le nuove scoperte in campo scientifico e soprattutto mediatico, queste esperienze stanno cambiando, ed in realtà sono già cambiate da diverso tempo.

 

Dalla creazione della stampa, il processo di interazione aveva perso di equità, pendendo più da un lato che dall’altro; certo se la massa poteva influenzare la stampa, il singolo individuo non poteva fare altro che farsi influenzare da questa, quindi dalla massa stessa. Si è arrivati sempre più ad una situazione di livellamento mentale, perché il singolo ha perso i suoi pensieri individuali a favore di quelli della massa.

E se con la stampa questo livellamento era ancora nascosto, con l’arrivo della televisione le identità hanno sempre più perso la loro soggettività, così che ogni persona sapesse esattamente cosa fare in ogni situazione, e sapesse esattamente cosa dover essere in ogni momento.
Ma attualmente si è avuto un ulteriore cambiamento: con l’arrivo di internet, si possono mettere in scena nuove identità mai provate, così se da un lato la televisione livella le identità, dall’altro internet le sbizzarrisce in modi egodistonici. Bisognerebbe cercare di capire fin dove può essere terapeutica questa soluzione e fin dove può portare ad una scissione della personalità, nonché ad una organizzazione fittizia.
Quindi attualmente non solo ragazzi e ragazze (ma anche adulti e bambini) cercano di modellare la loro immagine a quella che arriva loro attraverso il tubo catodico (ormai digitale terrestre) ma lì dove temono di fallire hanno la possibilità di nascondersi dietro l’anonimia di un nick, col quale però possono sperimentare di tutto. Questo tende a ridurre la sperimentazione emozionale reale, con conseguente possibilità di incombere in comportamenti simili a quelli schizofrenici.

 

Se riguardo alla nocività della televisione sulle giovani menti si è già ampiamente discusso negli ultimi 50 anni, senza peraltro arrivare a nessuna soluzione a parte un peggioramento dei programmi stessi, il problema di internet è ancora un terreno inesplorato; la possibilità di interattività, e quindi di una sorta di interscambio, era una cosa che effettivamente mancava agli altri media. Questo, rende la questione ancora più complessa, perché alla ritrovata interazione, si è aggiunta l’anonimia e/o la differita che rende più facile prendere le distanze dalla espressione della propria identità. Questo fa sì che non vi sia una vera interazione tra la propria persona e il mondo esterno, ma un interazione illusoria, che può portare i ragazzi ancora di più a non accettare la loro vera identità.

Ma d’altro canto internet ha eliminato le barriere, facendo sì che i giovani potessero tenersi in contatto e avere tantissimi amici come mai se ne potevano avere prima, cambiando quindi anche il concetto di identità dell’amico, che ormai è un nome su un blog, un nome del quale si conosce il più delle volte solo un ideale e non un reale. Un nome al quale si parla ma il più delle volte non si ascolta; frequente è infatti che questi ragazzi che scrivono sui blog, e nei social network, desiderino essere letti e scoperti dagli altri, ma abbiano ben poca voglia di leggere di rimando cosa gli altri abbiano da dire su se stessi. Vista in quest’ottica l’area blog della rete sembra quasi essere un’interazione tra se stessi e l’altro immaginato.
 

Se quindi Internet ci sembra dare delle agevolazioni per un certo senso, invece ci sta eliminando le esperienze più importanti, quali anche il solo “provarci” con una ragazza ricevendo il famoso due di picche, il mettersi in gioco in mezzo agli amici, fare brutta figura con “quello delle poste”, assistere ad una gaffe al supermercato o più semplicemente: imparare dagli errori, così che questi nel tempo facciano meno paura

In questo modo Internet sta trasformando la nostra società in schizotipica: le persone hanno sempre più paura di uscire fuori allo scoperto, tanto per svagarsi, incontrare altra gente e parlare realmente di sé, perché mal che vada c’è internet, c’è facebook ; e l’identità su secondlife è sicuramente più attraente e controllabile di quella nel real, al massimo se si sbaglia in qualcosa si può sempre cominciare tutto daccapo.
Internet ha praticamente tolto molti dei fattori protettivi che tenevano uomini e donne lontani da l’accusare un sintomo, un problema psicologico o una fobia: perché costringersi ad andare a fare la spesa se si può ordinarla per internet? perché costringersi ad affrontare le proprie paure sociali se si può usare un nick dietro il quale nascondersi?
Del resto c’era da aspettarselo, dopo l’arrivo della televisione che ha reso insicure e inutili le diverse identità e i corrispettivi mondi interiori nel difficile tentativo dell’omologazione (estetica e caratteriale) è arrivato internet a mettere rimedio a questo problema, prendendosi cura di tutta l’umanità.
 

Ma c’è sempre più il rischio che smettere di sperimentare il mondo farà sì che questo divenga nelle menti dei giovani navigatori, sempre più complesso da risolvere. Internet che li rassicura in casa gli sta dicendo che questo mondo è effettivamente pericoloso, è meglio stare nella cybertana.

Così, esattamente come un genitore che asseconda il problema psicologico del figlio, entrando in un circolo vizioso e perpetuo che ha solo l’effetto di incoraggiare le sue manie, allo stesso modo internet sta proteggendo l’uomo, ex individuo sociale, dalle sue paure, assicurandogli sempre che queste siano effettivamente tutte vere.
Sarà infatti difficile per questi ragazzi diventare “Uomini” in quanto per poter diventare tali bisognerebbe superare i problemi che ci attanagliano durante la gioventù, ma a causa del nuovo media questi problemi non saranno mai superati, in quanto non avranno neanche il tempo di crearsi, di questi ne rimarranno solo le virtuali cicatrici.
 
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