Effetto Mozart. La Musica ci rende più intelligenti?

 

Siamo biologicamente attratti da tutto ciò che abbia una melodia, la musica ci suscita emozioni che abbracciano tutta la nostra vita e tutti abbiamo almeno una canzone che ci rappresenta nella nostra personalità più profonda.

 

 

 

Per questo negli anni 90′ la psicologia e le neuroscienze si dedicarono allo studio degli effetti della musica sulla nostre capacità intellettive.

 

Il risultato fu la creazione del termine “Effetto Mozart”, ovvero la dimostrazione di un incremento delle capacità cognitive in quei soggetti che ascoltavano una famosa composizione di Mozart.

 

Il brano in questione è la sonata kv488 per due pianoforti in Do maggiore e lo studio condotto nel 1993 del dottor Rauscher e pubblicato su Nature, ha dimostrano un incremento delle abilità spazio-temporali in studenti sottoposti all’ascolto della composizione del pianista Viennese.

 

In particolare gli studiosi spiegarono l’effetto sostenendo che la musica attiverebbe i circuiti cerebrali implicati nel ragionamento spazio temporale, pre-eccitando le aree responsabili della funzione cognitiva in questione, particolarmente la corteccia temporale, la corteccia prefrontale dorso-laterale (responsabile del ragionamento astratto) ed il cervelletto. Ciò ha portato ad un incrementando nella prestazione cognitiva dei soggetti.

 

I risultati attirarono l’attenzione del mondo scientifico contribuendo all’accrescimento della conoscenza dei lati oscuri della mente.

 

Negli anni seguenti arrivarono molte critiche in merito ai risultati e diversi studi hanno dimostrato l’inesistenza dell’effetto. Per i critici l’incremento delle performance può essere attribuito ad un rilassamento e ad una modificazione del tono dell’umore dovuto alla piacevolezza del brano musicale, e non ad una modificazione diretta dei pattern neuronali.

 

Chabris, uno studioso dell’Università di New York, ha dimostrato come l’effetto Mozart si possa verificare in soggetti sottoposti a tecniche di rilassamento, dimostrando come non è la particolare melodia ad influenzare la prestazione cognitiva ma lo stato di attivazione detto arousal.

 

Infine recentemente la dottoressa Spenke dell’Università di Harvard a Boston ha pubblicato uno studio dimostrando come i bambini che seguono un corso di musica non risultano più intelligenti rispetto ad un gruppo di controllo.

 

Complessivamente la letteratura scientifica non è riuscita a dare una spiegazione dettagliata di come la musica può portare a migliorare le nostre capacità intellettive. Invece risulta evidente come le nostre emozioni positive ci sostengono nelle nostre attività quotidiane.

 

Per cui diventa importante trovare delle strategie che ci permettano di stare in contatto con la nostra vita emotiva vivendo i nostri singoli momenti senza allontanarci dall’essenza delle cose e ascoltando il mondo attraverso gli occhi della mente.

 

La musica è forse il principale mezzo di trasporto verso le nostre emozioni, e le composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart riescono ad essere un perfetto connubio tra intelligenza e sentimento.

fonte: http://salute.weeknewslife.com/2014/03/21/effetto-mozart-musica-ci-rende-intelligenti/

 

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