Perfettamente irritabile

 

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Essere perfezionisti e perennemente sotto stress rende più vulnerabili alla sindrome del colon irritabile, condizione che nei Paesi occidentali interessa fino al 20% della popolazione.

 

Questo è ciò che risulta da uno studio condotto all’ Università di Southampton, in Gran Bretagna, e pubblicato sulla rivista Gut, prestigioso magazine inglese che si occupa di malattie digestive (2007).
” Il colon irritabile è una associazione sintomatica caratterizzata dalla presenza di dolori addominali, stipsi, diarrea o alternanza di stipsi e diarrea in assenza di qualsiasi forma di patologia lesionale a carico del tratto gastroenterico e del colon in particolare. La coesistenza di disturbi di tipo emozionale aperto è estremamente frequente ma non è una caratteristica essenziale della sindrome” (P. Pancheri 1987).

 

Attraverso la somministrazione di un questionario è stato indagato il livello di stress e lo stato di salute di  620 soggetti affetti da gastroenterite batterica; tale disturbo sembra avere una interessante relazione con la sindrome del colon irritabile come precedentemente dimostrato da studi.
È stato, inoltre, constatato che circa cinquanta soggetti dei 620 che avevano sofferto di gastroenterite hanno sviluppato, dopo tre-sei mesi dall’episodio, il disturbo del colon irritabile. Tali soggetti sono risultati essere più perfezionisti, ansiosi e sotto pressione rispetto a coloro che non avevano sviluppato disturbi intestinali.

 

“Questi soggetti tendono ad affrontare velocemente i loro problemi gastrointestinali perché desiderosi di tornare, in piena attività, alla loro vita abituale e al loro lavoro, secondo le tipiche manie di perfezionismo”, ha spiegato, infatti, la responsabile della ricerca Rona Moss-Morris.
“Si tratta di soggetti che chiedono troppo a se stessi e per loro una terapia psicologica sarebbe utile per imparare a gestire meglio non soltanto le loro fissazioni ma anche le patologie gastrointestinali che possono cronicizzati a causa del loro comportamento”, ha concluso la scienziata britannica.

 

Ciò fa riflettere sul fatto che certamente non è mai un unico elemento ad originare il disturbo ma le persone che desiderano sempre dare il meglio e fare tutto in modo impeccabile, sottoponendosi a stress prolungato, rischiano di danneggiare la propria condizione di salute.
A ciò si aggiunge anche un altro dato: ad essere affetto da tale disturbo è circa il 20% della popolazione occidentale, con prevalente incidenza nel sesso femminile.
Fattori biologici e psicosociali sembrano rendere il distretto colico particolarmente ricettivo a diversi stimoli. In tali soggetti si presentano disturbi colici transitori per stimoli emozionali acuti, mentre in assenza di condizioni di stress, possono rimanere completamente asintomatici.
È proprio in condizioni di stress cronico che può fare la sua comparsa la sindrome del colon irritabile.

 

Il colon irritabile influenza la libertà alimentare inducendo le persone a pensare che particolari alimenti generano fenomeni di intolleranza.
Con il perdurare nel tempo tali regole “sicure” che dovrebbero evitare i sintomi tendono a confondersi, e altri fattori, quali ad esempio l”ambiente, lo stile di vita, l”umore vengono compromessi .
Spesso le persone che soffrono di colon irritabile tendono a rappresentare mentalmente il proprio intestino e tutti i processi che vi avvengono, possono trovare difficoltà nell”organizzare la vita sociale perché spesso questa comporta pranzi, cene ed occasioni di ritrovo in cui si assume cibo e possono addirittura perdere il lavoro.

 

Quadro clinico

 

I principali sintomi sono: dolore all’addome nella parte inferiore sinistra, disturbi della regolarità intestinale stipsi, diarrea o alternanza, gonfiore addominale, meteorismo (distensione addominale provocata da una eccessiva produzione e accumulo di gas) e flatulenza (eccessiva produzione di gas), anoressia, nausea, alitosi, cattivo sapore in bocca, stanchezza, difficoltà di concentrazione mentale.
Altri sintomi che possono essere presenti sono mal di schiena, facile affaticamento, palpitazioni, bruciore dietro o subito sotto lo sterno.

 

Tra i sintomi psichici prevalgono i disturbi della personalità su base ansiosa ed ipocondriaca, ansia somatizzata verso preoccupazione per la propria salute, depressione con stanchezza, senso di fatica, astenia, pessimismo, ansia alternata a depressione con peggioramento o scatenamento della sintomatologia in seguito ad eventi stressanti. È da sottolineare, tuttavia, che i sintomi sono in genere di natura più lievi rispetto alle sintomatologie psichiatriche ansiose o depressive.

 

Le cause

 

Non si può parlare di un’unica causa per la sindrome del colon irritabile, essa è causata dalla concomitanza di abitudini di vita e, sembra siano aggravarsi e/o spesso scatenarsi anche a causa di talune problematiche psicologiche comuni (eccessivo stress, ansia, cambiamenti frenetici e frequenti dei propri ritmi di vita).
Dai  risultati di molte ricerche scientifiche sembra ormai certa una connessione diretta tra il disturbo e le situazioni di stress psicologico, di ansia e di agitazione.

 

La terapia

 

Il primo approccio utilizzato è di tipo farmacologico, vengono, infatti, impiegati antidiarroici, lassativi, antispastici e farmaci per limitare la formazione di aria intestinale e regolatori della motilità intestinale.
Viene naturalmente consigliato anche un supporto psicologico volto alla conoscenza psicologica dei sintomi. Può essere utilizzata la psicoterapia cognitivo-comportamentale basata sull’identificazione dei pensieri che provocano lo stress e sull’acquisizione di tecniche per fronteggiare le criticità individuate, la terapia orientata all’autocomprensione nella quale i soggetti sono particolarmente interessati a conoscere la loro risposta allo stress e a modificarla; inoltre, può essere utilizzata la terapia familiare e di gruppo.

 

Ricerche cliniche sulla meditazione hanno, poi, rivelato che essa  può essere utile nel ridurre, sia a breve che a lungo termine, alcune delle manifestazioni legate alla sindrome del colon irritabile tra le quali la flatulenza, le eruttazioni, il senso di gonfiore, la diarrea, la costipazione.
Lo yoga, in particolare, si è rivelato molto efficace in quanto sembra determinare effetti positivi sia sul versante fisico che su quello psicologico, facilitando il transito intestinale ed il rilassamento psichico.

fonte: http://www.benessere4u.it/irritabile/

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