Love addiction: quando l’amore crea dipendenza

 
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L’amore, vissuto come esperienza positiva e appagante, rientra nei bisogni naturali dell’uomo ma, a volte, quando genera sofferenza e instabilità emotiva può degenerare in una vera e propria forma di dipendenza, meglio definita come “dipendenza affettiva”.

 

Il concetto di “love addiction” definisce uno stato di eccessiva sofferenza legata alla perdita di un affetto. Nonostante questo concetto sia stato ampiamente trattato e discusso in letteratura, non sono stati individuati ancora criteri diagnostici per definirne la patologia. I sintomi della “love addiction” trovano molte affinità con quelli della classica dipendenza da sostanze: un’iniziale euforia in presenza della persona amata che lascia il posto a stati di ansia e depressione in sua assenza. Questo tipo di dipendenza si instaura in coppie disfunzionali in cui, generalmente, uno dei due partner mostra passività verso l’altro.

Alla base di questo tipo di dipendenza vi è, certamente, un forte bisogno di protezione generato da una consistente insicurezza nelle proprie capacità che spinge il soggetto a sviluppare un eccessivo timore nei confronti dei rifiuti e delle perdite. Il partner dipendente, infatti, mostra una totale e completa accondiscendenza verso l’altro giustificata dalla paura di dispiacerlo.

 E’ possibile riconoscere la “love addiction” da una serie di caratteristiche:

  • il partner è ossessivo e tende a “costringere”
  • il legame si basa sulla stagnazione ed è caratterizzato da continue richieste di devozione
  • il partner rifiuta l’idea di allontanarsi o separarsi dall’amato.

Generalmente nella storia personale di chi sviluppa una dipendenza affettiva esiste la provenienza da una famiglia trascurante e la tendenza a identificarsi, nel rapporto di coppia, nel ruolo vissuto con i genitori.

L’aspetto critico relativo alla risoluzione di questo tipo di dipendenza è l’ammissione di avere un problema: è, infatti, molto difficile, distinguere cosa sia normale e cosa sia deviante in una coppia. Quando si riesce ad ammettere l’ esistenza di un effettivo problema è possibile avvalersi del supporto psicologico individuale o far riferimento ai gruppi di auto-aiuto che, in  questo caso, si rivelano particolarmente efficaci in quanto consentono il confronto della propria esperienza con quella altrui e la presa di coscienza delle distorsioni della realtà in atto.

fonte: http://www.psicozoo.it

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